Economia
Parco degli Iblei, il Diprosilac: "Perimetrazione abnorme"
Il presidente Enzo Cavallo interviene nel dibattito e mette in evidenza tutto ciò che non va
Il presidente del Distretto Produttivo Siciliano Lattiero Caseario, Enzo Cavallo, torna a intervenire sul Parco degli Iblei dopo il recente pronunciamento del TAR, ribadendo una linea già espressa in più occasioni.
Cavallo contesta il metodo con cui è stata delineata l’attuale perimetrazione, giudicandola generalista, sproporzionata e priva dei necessari presupposti.
Secondo il presidente, ciò che non presenta i tratti tipici di un’area protetta rischia paradossalmente di diventare il parco naturale più esteso d’Italia, una contraddizione che apre anche interrogativi sulla futura governance: chi risponderà alle esigenze dei residenti delle campagne iblee, degli agricoltori, degli allevatori e degli imprenditori? Dove andranno richieste le autorizzazioni e da chi verranno valutate?
Cavallo evidenzia inoltre che la superficie individuata non corrisponde ai canoni abituali dei parchi nazionali, generalmente contraddistinti da vegetazione fitta e persistente durante l’anno. Gran parte dell’area iblea, al contrario, è notoriamente arida, segnata da un clima caldo, scarsità idrica e periodi di siccità sempre più ricorrenti: elementi che, a giudizio del Distretto, rendono l’attuale proposta incoerente con la reale vocazione del territorio.
Nel merito del procedimento, il presidente critica la definizione dei confini, frutto di un lavoro "a tavolino" e privo di confronto con le categorie direttamente coinvolte. Sono stati ignorati i documenti presentati dalle organizzazioni agricole e dalle strutture economiche rappresentative del settore.
Una scelta che dimentica il contributo di migliaia di imprenditori che, con investimenti, sacrifici e cura del paesaggio, hanno reso produttive e attrattive vaste porzioni delle campagne iblee, valorizzate da carrubeti, oliveti, muri a secco, agriturismi e filiere agroalimentari ed enogastronomiche apprezzate in tutto il Sud Est.
Cavallo precisa che il Distretto Produttivo Siciliano Lattiero Caseario non è contrario all’istituzione del Parco, ma chiede che l’estensione venga circoscritta alle aree effettivamente idonee, in particolare quelle montane. L’obiettivo è evitare di bloccare territori a forte vocazione produttiva e di imporre ulteriori oneri a imprenditori che già operano in condizioni difficili e continuano a presidiare le campagne nell’interesse collettivo.
Il documento si chiude con un appello al Libero Consorzio Comunale di Ragusa affinché intervenga con decisione per una perimetrazione equilibrata, capace di tutelare le imprese e scongiurare nuove penalizzazioni non più sostenibili. Il Distretto si dichiara pronto a sostenere l’iniziativa e a comprovare la fondatezza delle proprie osservazioni, nella prospettiva di una soluzione equa e rispettosa delle reali esigenze del territorio.