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I dati

In Sicilia metà dell'acqua si perde e ci costa un miliardo l'anno. Ma c'è anche chi fa (molto) peggio: la classifica

Cgia Mestre raggruppa i dati delle perdite in tutta Italia dalla rete idrica: la media è del 42% di risorsa sprecata prima di arrivare a destinazione. Nell'Isola la provincia peggiore è Siracusa, che spreca più acqua di quella totale immessa ad Agrigento. La migliore? Trapani

11 Luglio 2026, 15:55

In Sicilia metà dell'acqua si perde e ci costa un miliardo l'anno. Ma c'è anche chi fa (molto) peggio: la classifica

In Sicilia il 51% dell'acqua immessa in rete per i vari scopi - agricoltura, che è la quota prevalente, poi uso civile e industria - si perde a causa delle reti "colabrodo" ben prima di arrivare a destinazione. Il dato è stato evidenziato da uno studio di Cgia Mestre, che ha messo in fila non solo i dati regionali, ma anche quelli per ogni singola provincia italiana. E si scopre che sì, in Sicilia la situazione è grave, con una spesa media dovuta a queste perdite stimata in oltre un miliardo di euro l'anno. Ma in Italia c'è chi fa peggio. Anche molto peggio.

In tutto il Paese il 42% dell’acqua potabile immessa in rete viene dispersa, con un costo stimato di 9,8 miliardi all’anno. Il conto viene dai dati Istat 2022: ogni giorno si perdono 157 litri per abitante, a fronte di 371 immessi (sempre pro capite). In totale, nel 2022, si sono persi 3,8 miliardi di metri cubi di acqua su 9 immessi in rete. Acqua che viene utilizzata nel 49% dei casi per l’agricoltura, nel 23% agli usi civili, nel 18% per l’industria e per il 10% alla produzione di energia elettrica. In Sicilia sono 389 metri cubi, che significa 193 litri pro capite di acqua sprecata al giorno, su un totale di 374 immessi sempre pro capite: il 51,6%, per essere precisi. Le cause principali sono note e fanno parte ormai del dibattito quotidiano: le condotte mai riparate, anche per l’età avanzata degli impianti, errori di misurazione dei contatori e allacci abusivi. Una situazione che in Sicilia è particolarmente grave a Siracusa, dove le perdite sono a quota 65,2% (351 litri pro capite sprecati a fronte di 539 immessi in rete). Peggio in Italia fanno però altre 7 province: Potenza (71%), Chieti (70,4%), L'Aquila (68,9%), Latina (67,7%), Cosenza (66,5%), Campobasso (66,4%) e Massa (65,3%). Le più virtuose sono invece Como (9,2%), Pavia (9,4%) e Monza (11%). Nel Sud non mancano però eccezioni positive: Lecce 12%, meno di Milano 13,4%. A livello regionale, la Basilicata registra la dispersione più alta (65,5%), seguita da Abruzzo (62,5%) e Molise (53,9%), mentre l’Emilia-Romagna è la più virtuosa (29,7%) davanti a Valle d’Aosta (29,8%) e Lombardia (31,8%). Il Lazio è la regione con il costo economico delle perdite più elevato: 1,5 miliardi, seguita da Sicilia e Lombardia con poco più di un miliardo ciascuna.

La classifica siciliana

Tornando in Sicilia, dopo il record di Siracusa, ottava peggiore provincia d'Italia per perdite, la seconda provincia con più acqua sprecata è Messina, che su 444 litri pro capite immessi in rete ne spreca 251 (56,5%). Agrigento, provincia simbolo della crisi idrica, è invece al posto numero 27 in Italia: su 316 litri immessi pro capite, ne spreca 166 (52,4%). Il problema, in questo caso, è la quantità totale di acqua: la quota "sprecata" di Siracusa (351 litri pro capite) è infatti più elevata della quantità totale che arriva ad Agrigento e provincia. Segue, al 29esimo posto nazionale, Palermo, con una perdita del 49,7% (171 litri pro capite sprecati su 345 immessi). Segue Ragusa con il 46,5% di sprechi (34esima in Italia) con 205 litri persi su 405 erogati, mentre per trovare un'altra provincia siciliana si deve arrivare alla posizione numero 48, occupata da Catania, che spreca il 40,4% della sua acqua (162 litri persi su 402 immessi). La provincia etnea è già sotto la media italiana per perdite. E meglio fanno Caltanissetta, 64esima in Italia (che spreca il 31,1% della sua acqua, ovvero 67 litri per abitante su 214), Enna (73esima in Italia) che perde il 27,4% dell'acqua immessa, ovvero 64 litri su 234 per abitante. A stupire però Trapani, che spreca "soltanto" il 17,2% della sua acqua immessa in rete, ovvero 58 litri su 338 immessi in rete, sempre calcolati per abitante.

L'Italia peggior Paese d'Europa

Lo studio di Cgia evidenzia poi che l'Italia è anche il paese europeo con il prelievo idrico più alto, pari a 36,5 miliardi di metri cubi nel 2023, davanti a Spagna (33 miliardi) e Francia (26 miliardi). La crisi colpisce anche le imprese manifatturiere ad alta intensità idrica: estrattivo, tessile, petrolchimico, farmaceutico, ceramica e carta. La CGIA chiede un piano infrastrutturale urgente che includa il recupero dell’acqua piovana - oggi appena al 10% - e la realizzazione di nuove infrastrutture come vasche di laminazione, invasi e grandi adduzioni. «In questa fase di cambiamento climatico - avverte l’istituto - non possiamo più permetterci di sprecare una risorsa così preziosa: ogni goccia che finisce in mare senza essere trattenuta è un’occasione persa, anche per l’economia del territorio. Insomma, è necessario un piano infrastrutturale serio, investimenti immediati e la volontà politica di agire ora, non domani».