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11 luglio 2026 - Aggiornato alle 20:11
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La novità

Le 67 eccellenze siciliane ora sono più tutelate dall'Unione europea

Nel nuovo regolamento comunitario più garanzie contro la contraffazione dei prodotti agroalimentari siciliani (soprattutto vini e formaggi), che hanno un valore stimato di oltre 350 milioni

11 Luglio 2026, 16:55

17:00

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Sono 67 le specialità siciliane a Indicazione geografica protetta (IGP) nel comparto agroalimentare, in prevalenza vini e formaggi. Il giro d’affari, secondo una stima aggiornata al 2024, supera i 350 milioni di euro, con un tasso di crescita annuo di circa un punto percentuale oltre la media dell’Unione europea.

A illustrare i vantaggi del nuovo regolamento comunitario sulle IGP è stata Nathalie Berger, direttrice per il coordinamento della competitività presso la Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle Pmi, intervenuta in videocollegamento alla Camera di commercio di Palermo nell’ambito del roadshow “L’Italia che crea. Tra tradizione e innovazione”.

L’iniziativa è promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in collaborazione con la Commissione europea, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, la Regione Siciliana, il Punto impresa digitale della Camera di Commercio Palermo Enna e le principali organizzazioni rappresentative del sistema produttivo.

«Il regolamento - ha detto - protegge come indicazione geografica i prodotti la cui qualità, reputazione o caratteristiche siano legate al territorio di origine, dove deve avvenire almeno una fase della produzione e crearsi una parte sostanziale del valore. Copre una gamma ampia di lavorazioni: tra le altre, pietre naturali, oggetti in legno, gioielli, tessuti, pizzi, vetro, porcellana, cuoi e pelli. La procedura di registrazione si articola in due fasi, una nazionale e una europea affidata all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, e le domande sono presentate di norma da associazioni di produttori. La tutela non riguarda solo il nome apposto sul prodotto, ma si estende a etichettatura, pubblicità, commercio elettronico e nomi di dominio, con l’obiettivo di rafforzare la lotta alla contraffazione e agevolare l’accesso ai mercati».

In Italia, dal 1° dicembre 2025, le domande potranno essere presentate tramite il portale dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.