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La difesa fiscale cambia regole: perché oggi conservare le ricevute vale più di prima

Di fronte alle nuove indagini data-driven la dimostrazione di redditi esenti o di risparmi pregressi fa la differenza tra un'anomalia spiegabile e un accertamento

12 Luglio 2026, 18:13

18:20

La difesa fiscale cambia regole: perché oggi conservare le ricevute vale più di prima

Con il Decreto legislativo n. 108 del 5 agosto 2024, il principale strumento di accertamento sintetico passa da spauracchio per i contribuenti a mirino mirato sulle incoerenze finanziarie più evidentiIl "Redditometro" però non è stato archiviato: ha cambiato profondamente fisionomia.  La novità cardine è l’introduzione di una rigorosa "doppia soglia" che rende più selettiva l’azione dell’Amministrazione finanziaria.

In base alla nuova disciplina, la Agenzia delle Entrate può contestare lo scostamento tra capacità di spesa e reddito dichiarato solo se il divario supera simultaneamente due parametri: deve eccedere un quinto (20%) del reddito dichiarato e, insieme, superare di almeno dieci volte l’importo dell’assegno sociale annuo.

In termini pratici, la soglia assoluta si colloca attorno ai 70.000 euro, con aggiornamenti periodici: per il 2024 è pari a 69.473,30 euro, mentre per il 2026 i valori Inps la fissano a 71.011,20 euro.

Se anche uno solo dei due requisiti incrociati manca, l’accertamento sintetico non può scattare.

Si tratta di un cambio di rotta netto. Il legislatore ha scelto di disincentivare le verifiche sui piccoli disallineamenti per concentrare le risorse sulle anomalie macroscopiche, riducendo indirettamente il contenzioso su scarti di modesta entità.

L’attenzione si sposta sulla coerenza complessiva della vita economica del contribuente: l’Erario valuterà l’allineamento tra redditi, spese, investimenti, risparmi e movimenti bancari.

In questo quadro, resta centrale l’Anagrafe dei rapporti finanziari, utile a indirizzare le analisi senza costituire, di per sé, un accertamento.

Parallelamente, si rafforza la tutela preventiva. La riforma valorizza il contraddittorio, chiamando il contribuente a fornire chiarimenti prima di qualsiasi atto impositivo.

In questa fase, è possibile giustificare gli scostamenti dimostrando che gli acquisti sono stati sostenuti con risparmi pregressi, redditi esenti, somme già tassate alla fonte o contributi economici di terzi, come i familiari.

Per nuclei familiari, lavoratori autonomi e consulenti, la tracciabilità documentalebonifici, estratti conto, atti di donazione — diventa lo scudo decisivo.

Il nuovo Redditometro non è più un allarme generalizzato, ma uno strumento "di fascia alta", pensato per colpire esclusivamente patrimoni e spese manifestamente incompatibili con le dichiarazioni fiscali.