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concorrenza

L'Europa cambia le regole del web: nuove imposizioni per Google (che protesta)

Dal 2027 maggiore interoperabilità per Android e accesso ai dati di ricerca per i concorrenti. La replica del colosso americano: «Le nuove norme compromettono la sicurezza dei dispositivi»

16 Luglio 2026, 15:28

15:33

L'Europa cambia le regole del web: nuove imposizioni per Google

La Commissione europea stringe ulteriormente la morsa sui giganti del web e impone a Google nuovi obblighi per favorire la concorrenza nel mercato digitale. Bruxelles ha infatti adottato due decisioni vincolanti nei confronti del colosso di Mountain View nell'ambito del Digital Markets Act (Dma), il regolamento europeo pensato per limitare il potere delle grandi piattaforme digitali considerate "gatekeeper".

Le misure riguardano due aspetti centrali dell'ecosistema Google. Il primo interessa Android, il sistema operativo utilizzato dalla maggior parte degli smartphone nel mondo. La Commissione ha stabilito che Google dovrà garantire una maggiore interoperabilità, consentendo ai servizi di intelligenza artificiale sviluppati da aziende concorrenti di accedere alle stesse funzionalità riservate oggi ai servizi proprietari, come l'assistente Gemini. In pratica, gli utenti potranno utilizzare assistenti AI alternativi con un livello di integrazione molto più profondo all'interno del sistema operativo, comprese funzioni vocali e l'interazione con le applicazioni installate. Le modifiche dovranno essere operative entro luglio 2027.

La seconda decisione riguarda invece Google Search. A partire da gennaio 2027, la società dovrà condividere con i motori di ricerca concorrenti e con altri operatori autorizzati una parte dei dati anonimizzati utilizzati per migliorare il proprio motore di ricerca. L'obiettivo dichiarato dalla Commissione è consentire ai concorrenti di sviluppare servizi più competitivi e offrire agli utenti una maggiore possibilità di scelta.

Secondo Bruxelles, questi interventi rappresentano un'applicazione concreta del Digital Markets Act, che impone ai grandi operatori digitali di non sfruttare la propria posizione dominante per ostacolare la concorrenza e l'innovazione. Le decisioni definiscono nel dettaglio le modalità con cui Google dovrà rispettare gli obblighi già previsti dalla normativa europea.

Google ha espresso perplessità sulle nuove prescrizioni, sostenendo che un'apertura troppo ampia delle proprie piattaforme potrebbe creare problemi di sicurezza informatica e di tutela della privacy. La Commissione europea, dal canto suo, assicura che l'accesso ai dati e alle funzionalità sarà regolato da precise garanzie e controlli, in modo da tutelare utenti e sistemi.

Le decisioni rappresentano uno dei più importanti interventi attuativi del Dma e potrebbero incidere in modo significativo sul mercato europeo dell'intelligenza artificiale e dei motori di ricerca, aprendo nuove opportunità per i concorrenti di Google e ampliando le possibilità di scelta per i consumatori europei.