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Pfizer Catania, centinaia in piazza sotto il sole contro i 330 licenziamenti

Sindacati: «Nessuna fiducia nel management. Non è più solo la vertenza Pfizer, è la vertenza di Catania»

17 Luglio 2026, 16:00

Pfizer Catania, centinaia in piazza sotto il sole contro i 330 licenziamenti

Foto da Facebook/Filctem Cgil Catania

«La risposta dei lavoratori è stata straordinaria. Nonostante le temperature proibitive, centinaia di persone hanno scelto di essere qui per difendere il proprio posto di lavoro, la dignità delle proprie famiglie e il futuro industriale di Catania. È un messaggio forte rivolto all’azienda e alle istituzioni: non accetteremo passivamente una decisione che cancellerebbe centinaia di posti di lavoro».

Lo affermano i segretari territoriali Jerry Magno (Filctem CGIL), Stefano Costa (Femca CISL), Mimmo D'Antone (Uiltec UIL) e Angelo Mirabella (UGL Chimici), commentando il presidio unitario che questa mattina ha radunato, davanti ai cancelli dello stabilimento Pfizer, diverse centinaia di persone.

In piazza non solo i dipendenti del sito catanese, ma anche lavoratori di altri comparti — dai chimici ai metalmeccanici — insieme alle Rsu e alle segreterie territoriali, per ribadire che «questa non è più soltanto la vertenza Pfizer: è la vertenza di Catania».

Le organizzazioni sindacali chiedono lo stop ai 330 licenziamenti, la tutela anche dei lavoratori somministrati, un piano di rilancio del sito con nuovi investimenti e la chiusura di una stagione gestionale che, a loro giudizio, ha prodotto soltanto dismissioni e incertezze.

Nel mirino anche l'amministratore delegato Giuseppe Campobasso, di cui invocano le dimissioni: «Non abbiamo più alcuna fiducia in questo management. Ha svuotato il sito, non ha portato produzioni, non ha costruito prospettive e oggi presenta il conto ai lavoratori. È inaccettabile. A pagare non possono essere centinaia di famiglie».

«Un segnale importante è arrivato dal Mimit — aggiungono i sindacati — che, in vista del tavolo del 22 luglio, ha già contattato tutte le organizzazioni per acquisire un quadro completo della situazione occupazionale e industriale». Un’attenzione che, sottolineano, conferma il rilievo nazionale assunto dalla vertenza.