Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
18 luglio 2026 - Aggiornato alle 22:40
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

sì all'opas

TIM-Poste, c’è il sì unanime del cda: nasce il nuovo colosso italiano dei servizi

Il board valuta congrua l’offerta di 1,67 euro più azioni e passa la palla agli azionisti per la creazione di un'inedita società piattaforma

18 Luglio 2026, 20:24

20:40

TIM-Poste, c’è il sì unanime del cda: nasce il nuovo colosso italiano dei servizi

Via libera unanime del consiglio di amministrazione di TIM all’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (Opas) promossa da Poste Italiane. Non è un mero accordo finanziario, ma un passaggio destinato a ridefinire in profondità gli equilibri del settore delle telecomunicazioni in Italia.

L’offerta riconosce per ogni azione TIM un corrispettivo di 1,67 euro in contanti più 0,218 azioni ordinarie Poste, valore ricalcolato dopo il raggruppamento azionario di metà giugno 2026.

Per il cda guidato da Alberta Figari, affiancato da advisor di primo piano come Kearney, Evercore e Goldman Sachs, il prezzo è non solo “congruo” sotto il profilo economico, ma anche coerente e difendibile sul piano industriale.

Il baricentro dell’operazione è la visione di lungo periodo. Poste Italiane, che già nel 2025 aveva costruito una partecipazione superiore al 27% nel capitale di TIM, non punta unicamente al controllo di un operatore telefonico.

L’obiettivo, come ha dichiarato Matteo Del Fante, è la creazione di una “società piattaforma”, capace di coniugare la connettività di TIM con la rete capillare di quasi 13.000 uffici postali e con i servizi digitali rivolti a oltre 19 milioni di clienti.

L’integrazione darà vita a un ecosistema che spazia da pagamenti e risparmio a energia e commercio. Le prime tappe sono già fissate: dal 1° gennaio 2026 PostePay potrà utilizzare l’infrastruttura mobile di TIM, ponendo le basi per la nascita del primo operatore mobile in Italia.

Un’operazione di tale respiro incide inevitabilmente sul ruolo dello Stato. Il passaggio di TIM nell’orbita di un gruppo a forte presenza pubblica come Poste Italiane riporta l’ex monopolista sotto un saldo presidio nazionale, toccando dossier sensibili come sicurezza, sovranità digitale e gestione di asset strategici.

A sostenere la credibilità del progetto contribuisce la robustezza finanziaria di Poste, che nel primo trimestre 2026 ha registrato ricavi record per 3,5 miliardi di euro, garanzia della capacità di affiancare TIM nel percorso di consolidamento e riduzione dell’indebitamento.

Con l’autorizzazione Consob del 15 luglio 2026, il calendario è definito: il periodo di adesione all’Opas si aprirà il 20 luglio e si chiuderà l’11 settembre 2026. Nell’attesa, TIM ha prudentemente sospeso l’aggiornamento del piano industriale, evitando stime destinate a essere superate dagli sviluppi.

Il cda ha indicato che la proposta non è penalizzante e presenta una solida logica industriale. La parola finale spetta ora agli azionisti, chiamati a scegliere se monetizzare subito o partecipare attivamente a un nuovo capitolo del capitalismo italiano.