L'iniziativa
Negozi di vicinato, la sfida di Confesercenti per non farli morire: avviata una raccolta firme
Confesercenti avvia la raccolta di 50.000 firme per istituire ZES di prossimità e stanziare 600 milioni nel 2026, per rigenerare il commercio locale minacciato dalla perdita di 140.000 negozi e dall'avanzata dell'e‑commerce.
La desertificazione commerciale avanza in tutta Italia e non riguarda più soltanto i piccoli comuni o le aree interne: il fenomeno interessa ormai anche i centri urbani più popolosi. Per contrastare questa tendenza, Confesercenti ha avviato la raccolta di 50.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata alla rigenerazione del commercio e dei servizi di prossimità attraverso l’istituzione delle ZES di prossimità, zone a fiscalità agevolata dedicate alle attività di vicinato. Un’importante spinta arriva anche da Confesercenti Palermo che ha presentato l’iniziativa nel corso dei lavori della Sesta Commissione del Consiglio comunale di Palermo, alla presenza del presidente Ottavio Zacco. Una delegazione di Confesercenti Palermo composta dalla presidente Francesca Costa, dal direttore Salvo Basile e dal vicepresidente vicario Massimo Mangano, ha illustrato i punti principali per rilanciare le imprese di prossimità.
I numeri descrivono un quadro allarmante. Negli ultimi dieci anni hanno chiuso oltre 140.000 negozi di vicinato e, oggi, per ogni nuova attività che apre, tre cessano definitivamente l’attività. Oltre 4,5 milioni di italiani vivono in comuni dove non esiste più un negozio di alimentari e un comune su otto è ormai privo delle attività commerciali di base.
Nel frattempo cresce il peso dell’e-commerce: ogni giorno vengono consegnati circa 3,5 milioni di pacchi, pari a circa un miliardo di spedizioni l’anno. Un fenomeno che, secondo le stime, sottrae circa 25 miliardi di euro di ricavi al commercio e ai servizi di prossimità, con pesanti ripercussioni sull’economia locale e sulla vitalità dei centri cittadini.
“Il commercio di vicinato rappresenta molto più di un comparto economico - ha detto la presidente di Confesercenti Palermo Francesca Costa - è un’infrastruttura sociale che garantisce servizi, sicurezza, relazioni e qualità della vita nelle comunità. Insieme a turismo e servizi, il settore dà lavoro a oltre 4,5 milioni di persone e contribuisce in maniera determinante alla ricchezza dei territori e alle entrate fiscali dello Stato”.
Per questo Confesercenti propone un intervento strutturale che prevede agevolazioni fiscali, semplificazioni amministrative, sostegno agli investimenti, formazione, innovazione e un fondo dedicato alla rigenerazione urbana del commercio, con una dotazione iniziale di 600 milioni di euro nel 2026.
“È la prima volta che una proposta di riforma così ampia nasce direttamente dai territori per arrivare in Parlamento - ha sottolineato il direttore di Confesercenti Palermo, Salvo Basile -. Per trasformarla in legge servono 50.000 firme: un obiettivo che richiede il contributo di cittadini, imprese e istituzioni. Difendere il commercio di prossimità significa difendere il futuro delle nostre città, dei nostri quartieri e delle comunità che li vivono ogni giorno”.