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Economia

Il Tribunale di Ragusa nel giro di sei mesi ha emesso tre provvedimenti di esdebitazione del debitore incapiente

Il presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti, Michelangelo Aurnia: "Eccezionale lavoro del nostro Organismo di composizione della crisi"

23 Luglio 2026, 00:25

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Commercialisti, il modicano Michelangelo Aurnia eletto nuovo presidente dell'Ordine di Ragusa

Il presidente dell'Odcec di Ragusa, Michelangelo Aurnia

L’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Ragusa annuncia un risultato di notevole portata per l’area iblea: nell’arco di appena sei mesi, il Tribunale di Ragusa ha pronunciato tre provvedimenti di esdebitazione del debitore incapiente, due dei quali nello stesso giorno, il 16 luglio.

Un esito che attesta la piena efficacia degli strumenti di “fresh start” previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e che, soprattutto, offre una prospettiva tangibile a persone schiacciate da passività ormai ingestibili.

Il presidente dell’Ordine, Michelangelo Aurnia, esprime soddisfazione per il traguardo conseguito: «Accolgo con profonda soddisfazione e orgoglio le recenti decisioni del Tribunale di Ragusa. Questi provvedimenti testimoniano in modo plastico l’efficacia e la straordinaria funzione sociale dell’esdebitazione del debitore incapiente. Non si tratta di assistenzialismo, ma di restituire dignità e futuro a persone e famiglie travolte dalle avversità della vita, dopo averne accertato la totale meritevolezza e buona fede».

Aurnia evidenzia inoltre come il risultato sia il frutto dell’eccellente lavoro svolto dall’OCC – Organismo di composizione della crisi dell’Ordine, coordinato dal referente dott. Salvatore Barracca – che ha gestito le istruttorie con rigore tecnico e sensibilità: «La valutazione della meritevolezza, l’analisi della storia personale e imprenditoriale dei soggetti coinvolti richiedono competenze di prim’ordine e un profondo senso di responsabilità sociale. L’Occ di Ragusa sta dimostrando un livello di dedizione eccellente».

Le tre procedure esaminate raccontano vicende differenti, accomunate dall’impossibilità di ripagare i debiti. Il primo provvedimento, del 29 dicembre 2025, ha riguardato una lavoratrice dipendente che, a seguito di una grave crisi familiare e della perdita dell’abitazione, si è ritrovata con 25.447 euro di esposizioni dichiarate inesigibili. Il 16 luglio, il Tribunale ha poi accolto le domande di due coniugi, già piccoli imprenditori nella lavorazione e commercializzazione delle carni, travolti dalla crisi del commercio tradizionale e dalla perdita degli immobili: per il marito sono stati cancellati 80.942,25 euro, per la moglie 53.350,97 euro.

L’esdebitazione dell’incapiente è tra gli istituti più innovativi del Codice della crisi: può essere concessa una sola volta nella vita e si applica a soggetti che, pur avendo contratto obbligazioni in buona fede, non dispongono di beni o redditi sufficienti a offrire ai creditori alcuna utilità, neppure prospettica.

«Il Tribunale di Ragusa – osserva Aurnia – sta applicando questi strumenti con sensibilità e tempestività, dimostrando come la convergenza tra magistratura e Ordine professionale sia decisiva per dare risposte concrete al territorio».

L’impatto sociale è rilevante: lavoratori, famiglie in difficoltà ed ex imprenditori colpiti dai mutamenti del mercato possono rientrare nel circuito economico virtuoso, evitando l’emarginazione.

«Il sovraindebitamento è una piaga che si può affrontare e superare – aggiunge Aurnia – ma occorre affidarsi a professionisti qualificati e agli organismi riconosciuti dalla legge. L’Occ dell’Ordine dei commercialisti di Ragusa continuerà a lavorare con lo stesso impegno e rigore tecnico per offrire una seconda possibilità a chi dimostra di aver agito con correttezza, trasparenza e buona fede».

Un messaggio di speranza, dunque, che proviene da un territorio capace di coniugare competenza professionale, attenzione istituzionale e sensibilità verso le fragilità sociali. Un segnale che conferma come gli strumenti di “fresh start” non rappresentino scorciatoie, ma opportunità concrete di ripartenza per chi, senza colpa, si è trovato sommerso dai debiti.