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StMicroelectronics, 12 miliardi per i chip del futuro: vertice al Mimit tra entusiasmo e prudenze sindacali
Il piano al 2034 prevede uscite volontarie dal 2027 e il potenziamento dei wafer in carburo di silicio. FdI parla di vittoria per l'Italia, mentre la Cisl pretende certezze prima del via libera
Il piano di rilancio e trasformazione di StMicroelectronics entra nel vivo, ma sul tavolo del confronto ministeriale restano aperti nodi cruciali. Durante l'incontro di oggi a Roma, convocato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fabio Gualandris, Presidente Manufacturing, Quality and Technology di St, ha illustrato il piano industriale fino al 2034. L'operazione prevede investimenti complessivi per 12 miliardi di euro, di cui 4 miliardi costituiti da risorse pubbliche, destinati al rafforzamento dei poli produttivi strategici di Catania e di Agrate Brianza.
Nonostante l'ampiezza dell'impegno economico, i sindacati mantengono la guardia alta. La Fim Cisl Sicilia ha posto con forza la questione della tutela dei posti di lavoro e della sostenibilità dell'investimento. Il segretario regionale della Fim Cisl Sicilia, Pietro Nicastro, ha chiarito che l'eventuale intesa non potrà prescindere da precise rassicurazioni sia da parte delle istituzioni che del gruppo industriale, specialmente in un momento caratterizzato da forte volatilità del mercato globale dei semiconduttori.
Tra i temi centrali portati al tavolo dal sindacato c'è quello dell'approvvigionamento idrico per la sede etnea. Per la Fim Cisl si tratta di un fattore infrastrutturale indispensabile, senza il quale la realizzazione e la piena operatività degli investimenti sul sito siciliano rischierebbero di essere compromesse, dato l'elevato consumo di acqua richiesto dalle tecnologie microelettroniche di ultima generazione.
Il percorso delineato da Stm prevede la definizione di un accordo quadro entro il mese di settembre 2026. A seguire, entro il terzo trimestre del 2027, l'azienda intende avviare presso il Ministero del Lavoro le procedure previste per l'attuazione di un piano di uscite incentivate e prepensionamenti, gestito su base esclusivamente volontaria.
Per quanto riguarda nel dettaglio il sito di Catania, il progetto di sviluppo Wsic (incentrato sui wafer in carburo di silicio) si articolerà in tre passaggi chiave: il raggiungimento di una capacità produttiva di 5.000 wafer a settimana entro il quarto trimestre del 2028, un successivo incremento a 10.000 wafer e il completamento del piano a 15.000 wafer a settimana entro il 2034. L'azienda ha inoltre confermato che proseguirà la produzione sul silicio a 8 pollici, mantenendo invariata la capacità attuale, e continuerà lo sviluppo della linea in nitruro di gallio.
Dalle istituzioni e dalla politica sono giunti commenti di forte sostegno all'operazione. Salvo Sallemi, vicepresidente dei senatori di Fratelli d'Italia, ha definito la conferma degli investimenti una notizia di straordinaria importanza che consolida il ruolo di Catania come hub europeo della microelettronica. L'azienda si è detta disponibile a un nuovo ciclo di incontri a partire da settembre per presentare una prima ipotesi di accordo indirizzata a gestire in modo sostenibile gli impatti sull'occupazione.