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Nord America spinge Stellantis: utile a 293 milioni, ma la Borsa non festeggia
I conti del secondo trimestre migliorano nettamente rispetto alla perdita di 1,87 miliardi dello scorso anno, ma restano sotto le attese. Confermata la guidance per il 2026
Il Nord America spinge i conti di Stellantis, che nel secondo trimestre torna all’utile e conferma gli obiettivi finanziari per il 2026. Il mercato, però, giudica i risultati inferiori alle attese: il titolo, dopo un avvio pesante, ha chiuso la seduta in calo del 4,3% a 5,06 euro.
Nel secondo trimestre i ricavi netti sono saliti a 43,5 miliardi di euro, con una crescita del 13% rispetto allo stesso periodo del 2025. A trainare il risultato è stato soprattutto il Nord America, dove i ricavi sono aumentati del 32%. In Sud America la crescita è stata del 6%, mentre l’Europa allargata è rimasta stabile. Leggeri cali sono stati registrati invece nelle regioni Medio Oriente e Africa e Asia-Pacifico.
Il gruppo ha chiuso il periodo con un utile netto di 293 milioni di euro, a fronte della perdita di 1,87 miliardi registrata un anno prima. L’utile operativo rettificato (Aoi) si è attestato a 773 milioni, con un margine operativo dell’1,8%.
Sul fronte dei dazi, Stellantis stima ora un impatto netto sull’intero 2026 compreso tra 1 e 1,2 miliardi di euro. Nel primo semestre i costi netti legati alle tariffe sono stati pari a 300 milioni, tenendo conto anche di 400 milioni di euro di rimborsi tariffari ottenuti nell’ambito dell’International Emergency Economic Powers Act.
«Il secondo trimestre è stato caratterizzato da continui progressi, trainati dal Nord America e supportati da importanti contributi da tutte le altre regioni», sottolinea l’amministratore delegato Antonio Filosa. «Abbiamo migliorato le prestazioni di tutti i nostri principali indicatori finanziari, con ricavi netti, Aoi e flusso di cassa industriale che mostrano tutti incrementi significativi».
Il gruppo guarda ora all’attuazione del piano strategico FastLane 2030 e ai nuovi modelli attesi nel corso dell’anno. Filosa conferma la fiducia sugli obiettivi finanziari del 2026 e indica tra le priorità anche il contenimento dei costi. Stellantis punta infatti a realizzare entro il 2028 risparmi annuali per 6 miliardi di euro rispetto al livello del 2025, anche per contrastare la crescente pressione dei marchi cinesi sul mercato europeo.
Sul fronte delle partnership, l’ad cita i rapporti con le cinesi Dongfeng e Leapmotor e con l’indiana Tata. «Procedono secondo i piani. Saranno portate a termine nei tempi previsti, in linea con il piano FastLane 2030», afferma Filosa, sottolineando l’interesse crescente verso collaborazioni con Stellantis, grazie alla forza dei suoi marchi, alle competenze del personale e alla presenza industriale nelle principali regioni.
Per l’Italia, il piano industriale «procede secondo i programmi». Filosa conferma inoltre che entro dicembre sarà presentato il piano per Maserati. «Abbiamo molti piani e molti progetti per questo brand che è al centro dell’interesse degli appassionati italiani e internazionali», afferma.
Stellantis conferma infine la guidance per il 2026: ricavi netti attesi in crescita a una cifra nella fascia media rispetto al 2025, quindi indicativamente intorno al 5%, e margine operativo rettificato nella fascia bassa a una cifra. Il flusso di cassa industriale è atteso in progressivo miglioramento, con ritorno in territorio positivo previsto entro il 2027.