La grande opera
Ponte Stretto, per l'Ue è possibile mantenere il vecchio appalto, ma restano molti i punti da chiarire
Giovedì atteso parere finale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sul progetto
Esiste la possibilità di mantenere il vecchio appalto per la costruzione del Ponte sullo Stretto. La Commissione europea è in «stretto contatto» con le autorità italiane per «chiarire» alcuni aspetti del progetto, fa sapere un portavoce dell’esecutivo comunitario, spiegando che ai sensi "dell’articolo 72” della direttiva sugli appalti pubblici, «i contratti possono essere modificati durante la loro validità senza una nuova procedura di gara, a condizione che siano soddisfatte le condizioni previste» mentre «le modifiche che non rientrano in tali condizioni richiedono una nuova procedura di appalto», spiega il portavoce.
In particolare, «sono possibili modifiche sostanziali" qualora la necessità di modifica sia dovuta a «circostanze imprevedibili», non alterino la natura complessiva del contratto e «l'eventuale aumento di prezzo risultante non superi il 50% del valore originario», a tal fine, il valore di riferimento «è il prezzo aggiornato quando il contratto include una clausola di indicizzazione e quando vengono apportate diverse modifiche successive, e tale limitazione si applica al valore di ciascuna modifica», precisa lo stesso portavoce Ue.
A stretto giro arriva il commento della Stretto di Messina. "Le dichiarazioni della Commissione Ue confermano quanto più volte affermato nelle diverse sedi circa la corretta applicazione e il rispetto della Direttiva Appalti», sottolinea l'amministratore delegato, Pietro Ciucci, spiegando che l'aggiornamento del corrispettivo del Contraente Generale rientra nel limite del 50% e quindi non richiede una nuova gara. Infatti l’aumento del corrispettivo, da 3,9 miliardi del 2006, a 6,7 miliardi del 2011, a 10,5 miliardi di oggi, «è prevalentemente determinato dalla variazione dei prezzi e non da maggiori lavori che eventualmente rilevano sul rispetto del limite fissato dalla Direttiva», spiega ancora Ciucci.
Intanto per giovedì prossimo è atteso il parere finale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sul progetto del Ponte e da quanto filtra è previsto il via libera con «prescrizioni», ossia un ok condizionato al rispetto di modifiche e correttivi tecnici. Si tratta di uno degli ultimi passaggi tecnici prima del nuovo esame del progetto da parte del Cipess e del controllo, poi, della Corte dei conti.
Ma proprio intorno all’organo tecnico consultivo del Mit scoppia una polemica, dopo che il ministro Matteo Salvini, con un decreto ministeriale ha rinnovato in anticipo, rispetto alla scadenza di dicembre 2026, il Consiglio. Secondo quanto riferito dal quotidiano La Repubblica, tra i componenti del comitato figurano un componente del comitato scientifico della società Stretto di Messina, Mauro Dolce, professore di tecnica delle costruzioni all’università di Napoli Federico II, e un iscritto al comitato Ponte Subito, Giuseppe Roberto Tomasicchio, professore di costruzioni idrauliche e marittime presso l'università del Salento. «È un blitz inaccettabile», attacca il co-leader di Avs, Angelo Bonelli. Il Pd parla di un governo che trasforma il Consiglio Lavori Pubblici in «yes man» per Salvini mentre il M5S sollecita il ministro a riferire in Aula.
Ma proprio il presidente del Consiglio superiore dei lavori Pubblici, Massimo Sessa, fa presente che il Consiglio è composto da circa cento componenti, indicati direttamente dagli enti di riferimento, come il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, il Consiglio Nazionale degli Architetti e il Consiglio Nazionale dei Geologi. Per cui è «del tutto pretestuoso pensare che due di essi, peraltro professori di riconosciuta competenza, professionalità e serietà, possano influenzare la votazione collegiale finale», sottolinea Sessa.