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L'iter per la realizzazione

Ponte sullo Stretto, il governo approva la delibera Iropi: Salvini, «L'iter va avanti»

L'annuncio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit). Ecco cosa è la delibera Iropi

04 Agosto 2026, 21:58

22:00

Salvini e Ponte sullo Stretto

Salvini e il Ponte

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la delibera Iropi, la procedura e la relazione tecnica adottate nell'ambito dell'articolo 6, paragrafo 4 della direttiva Habitat dell'Unione Europea. Ad annunciarlo è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), che parla di un passaggio reso possibile «grazie all'impegno del Ministro Salvini».

«Un passo importante che conferma come l'iter del Ponte sullo Stretto di Messina stia andando avanti», si legge nella nota del dicastero, che sottolinea come il via libera arrivi dopo il completamento con successo sia della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sia della Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA).

Che cos'è la procedura Iropi

La sigla Iropi sta per "Imperative Reasons of Overriding Public Interest", motivi imperativi di rilevante interesse pubblico. Si tratta di una fase eccezionale e conclusiva della procedura di valutazione di incidenza ambientale prevista dal diritto comunitario, che consente di autorizzare interventi con impatti negativi residui su siti protetti dalla rete Natura 2000 solo quando non esistono soluzioni alternative praticabili e sussistono, appunto, motivi di interesse pubblico di rango superiore.

Una storia già segnata da uno stop

Non è la prima volta che il governo adotta un atto di questo tipo. Una prima relazione Iropi era già stata approvata dal Consiglio dei Ministri il 9 aprile 2025, sulla base di una relazione trasmessa dal Mit il 4 aprile precedente, e serviva a superare il parere negativo di incidenza ambientale reso dalla Commissione tecnica di valutazione di impatto ambientale, sostituendo il previo parere vincolante della Commissione europea con una semplice informativa.

Quella prima delibera, tuttavia, era stata al centro dei rilievi della Corte dei conti, che in autunno aveva bocciato la delibera Cipess collegata al progetto definitivo, contestando in particolare la mancata dimostrazione che fossero state effettivamente esaminate tutte le alternative alla costruzione del ponte, come richiesto dalla normativa europea. Anche sul fronte dei motivi di interesse pubblico erano emerse carenze, con una delibera giudicata dai giudici contabili priva di un'adeguata istruttoria tecnico-amministrativa.

Il decreto Ponte e la nuova relazione

Proprio per rispondere a quei rilievi, il decreto legge sulla governance del Ponte, riscritto tra febbraio e maggio 2026 dopo il confronto con il Quirinale, aveva previsto una ricognizione delle valutazioni ambientali e di incidenza — comprensiva delle alternative progettuali — oltre a una nuova deliberazione del Consiglio dei Ministri proprio sugli Iropi. Da qui il lavoro, portato avanti nei mesi scorsi dal Mit insieme alle altre amministrazioni competenti, per mettere a punto la nuova relazione poi confluita nella delibera odierna.

Il nodo era stato anche oggetto di un'interpellanza parlamentare del gruppo di Alleanza Verdi Sinistra, a cui il governo aveva risposto a maggio che la nuova relazione era «in fase avanzata di definizione».

Il contesto: verso il Cipess

La delibera Iropi si inserisce in un cronoprogramma più ampio verso il nuovo esame del progetto definitivo da parte del Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e sociale, chiamato a pronunciarsi dopo la bocciatura della Corte dei conti dello scorso autunno. Il percorso era stato al centro di un vertice a Palazzo Chigi lo scorso luglio, a cui avevano preso parte, oltre a Salvini, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e l'amministratore delegato della Società Stretto di Messina Pietro Ciucci.

Nei prossimi giorni è inoltre atteso il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, rinnovato nella sua composizione lo scorso luglio, sul progetto definitivo dell'opera.

Le reazioni

Il via libera alla delibera Iropi non ha placato le critiche delle associazioni ambientaliste, che da tempo contestano la compatibilità del progetto con la direttiva Habitat, e delle opposizioni parlamentari, che negli scorsi mesi hanno più volte chiesto chiarimenti sull'iter tecnico-amministrativo seguito per la redazione della relazione. Resta inoltre da verificare la reazione della Commissione europea, a cui la documentazione dovrà essere trasmessa per la prevista informativa ai sensi della direttiva Habitat.