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economia

Catania prima in Sicilia per imprese artigiane, ma nell'ultimo trimestre Palermo cresce di più

Con oltre 15.400 attività, la città etnea si conferma traino della Sicilia. I dati dal report Movimprese di Unioncamere e InfoCamere relativo al secondo trimestre dell’anno

17 Agosto 2026, 13:38

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Credito alle imprese, la Sicilia cresce controcorrente: +579 milioni in un anno

Palermo traina la crescita dell’artigianato siciliano, mentre Catania si conferma la provincia con il maggior numero di imprese attive. È quanto emerge dai dati aggiornati al 30 giugno 2026 del report Movimprese di Unioncamere e InfoCamere relativo al secondo trimestre dell’anno.

Tra aprile e giugno il capoluogo registra un saldo positivo di +107 imprese artigiane, più della metà del bilancio regionale pari a +211, portando a 69.814 il totale delle attività artigiane operative nell’Isola.

La classifica per consistenza del comparto restituisce però un quadro differente. Al 30 giugno 2026 Catania conta 15.451 artigiani attivi, il numero più elevato tra le province siciliane; Palermo segue con 14.607, a meno di mille unità, quindi Messina con 10.779. Più distanziate Trapani (6.459), Ragusa (5.790), Agrigento (5.658), Siracusa (5.189), Caltanissetta (3.211) ed Enna (2.841).

I numeri delineano dunque due dimensioni del sistema regionale: Catania mantiene il primato per ampiezza del tessuto artigiano, mentre Palermo guida la crescita nel secondo trimestre del 2026.

Il saldo trimestrale evidenzia infatti una Sicilia a velocità differenziate. Dopo Palermo (+107) si collocano Ragusa (+45), Trapani (+34), Agrigento (+32), Siracusa (+24) ed Enna (+6). Segni negativi, invece, per Catania (-26), Caltanissetta (-7) e Messina (-4). Un dato che riflette esclusivamente la dinamica tra nuove iscrizioni e cessazioni nel trimestre e che non va confuso con la consistenza complessiva del comparto.

«I dati più recenti ci consegnano una fotografia che va letta nel suo insieme – dice Mario Leone, direttore Divisione Organizzazione e Economia di CNA Palermo». Palermo oggi rappresenta il principale motore della crescita, con 107 nuove imprese nel secondo trimestre, mentre Catania resta il principale polo regionale per numero di artigiani attivi. Sono due dati diversi, entrambi importanti, che raccontano la vitalità e il peso che l’artigianato continua ad avere nelle grandi province siciliane.

Da qui l’invito di CNA Palermo alle associazioni di categoria che rappresentano imprese e artigiani a utilizzare con attenzione dati e statistiche e a fornire una lettura aggiornata dell’evoluzione del comparto.

«Credo che tutte le organizzazioni che rappresentano il mondo delle imprese abbiano una responsabilità precisa nel modo in cui comunicano i numeri – aggiunge Leone. Le statistiche sono uno strumento fondamentale, ma devono essere aggiornate, verificate e soprattutto contestualizzate. Un saldo trimestrale racconta una dinamica, il numero degli artigiani attivi racconta la consistenza di un sistema: sono indicatori diversi e non possono essere sovrapposti».

«Dietro ogni numero – conclude Leone – ci sono persone, investimenti, lavoratori, famiglie e un lavoro costante e incessante. Ci sono imprenditori che ogni giorno aprono la propria attività, affrontano le difficoltà, cercano personale, investono e costruiscono il proprio futuro. Per questo è importante raccontare l’artigianato attraverso dati recenti e completi, capaci di restituire la realtà nella sua evoluzione e senza semplificazioni».