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Turisti in fuga o bloccati: il conto salatissimo (22 milioni) dell'eruzione dell'Etna

Il presidente di Assoesercenti Politino avverte: serve una strategia seria per tutelare le aziende dagli imprevisti del vulcano

18 Agosto 2026, 20:14

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Turisti in fuga o bloccati: il conto salatissimo (22 milioni) dell'eruzione dell'Etna

L’attività eruttiva dell’Etna e le conseguenti sospensioni e limitazioni dell’operatività all’aeroporto di Catania - Fontanarossa hanno assestato un colpo severo non solo al traffico aereo, ma all’intero tessuto economico e turistico della Sicilia. Secondo l’ultimo aggiornamento delle stime di Assoesercenti Nazionale, l’impatto complessivo sulla filiera dell’ospitalità e dei servizi potrebbe arrivare fino a circa 22 milioni di euro.

La fotografia dell’emergenza restituisce un quadro critico per lo scalo etneo. Nel periodo esaminato, dei circa 1.900 voli programmati, il 36% è stato cancellato: si tratta di 684 movimenti aerei soppressi. Altri 630 collegamenti sono stati riprotetti o dirottati su aeroporti alternativi. Sulla base del dato medio del Bilancio di Sostenibilità di SAC (152,7 passeggeri per movimento commerciale), l’associazione stima in circa 104.400 i passeggeri teoricamente coinvolti dalle cancellazioni.

Le ripercussioni si sono propagate rapidamente dal cielo al territorio. Considerando in via prudenziale che la metà dei viaggiatori rimasti a terra fosse in movimento per motivi turistici, si ottiene una platea di circa 52.200 potenziali visitatori mancati.

Incrociando tale numero con la spesa media giornaliera di 139,1 euro rilevata da Banca d’Italia per i turisti stranieri in Italia, Assoesercenti ha simulato vari scenari per la durata del soggiorno: nello scenario centrale, che prevede cinque notti e un recupero solo parziale (50%) della spesa potenziale, la perdita si attesta a 18,2 milioni di euro; ipotizzando sei giorni, il danno cresce a circa 21,8 milioni, arrotondabili a 22.

La vera novità dell’analisi riguarda però la distribuzione dei danni: il 51,9% della spesa turistica potenzialmente non recuperata — quasi 9,5 milioni su 18,2 — grava su attività esterne all’alloggio. Nel dettaglio, la ricettività perde circa 8,8 milioni di euro (48,1%); seguono la ristorazione con 4,2 milioni (23,1%), il commercio e lo shopping con 2 milioni (11,2%), le escursioni e i servizi turistici con 1,7 milioni (9,5%) e, infine, il trasporto locale — inclusi taxi e Ncc — con 1,5 milioni di euro (8,2%).

“Il dato che emerge con maggiore chiarezza è che l’emergenza non riguarda soltanto l’aeroporto e non riguarda soltanto gli alberghi”, osserva Salvo Politino, presidente di Assoesercenti. “Quando un turista non arriva in Sicilia, vengono meno una camera, ma anche una cena al ristorante, un trasferimento NCC o taxi, un autonoleggio, un’escursione, una visita guidata e gli acquisti nei negozi”.

Politino precisa inoltre che le cifre presentate costituiscono “una stima statistica ed economica seria”, concepita per fornire alle istituzioni un quadro documentato e puntuale, propedeutico alle verifiche effettive sui bilanci delle imprese. Di fronte a una vulnerabilità così evidente della catena del valore turistica, l’associazione lancia un appello a pianificare per tempo. “L’Etna è una risorsa straordinaria e la sicurezza dei voli viene prima di tutto, ma dobbiamo essere preparati”, insiste Politino.

La proposta è l’istituzione di un tavolo di confronto permanente che riunisca SAC, Regione Siciliana, ENAC, ENAV, compagnie aeree, aeroporti alternativi e rappresentanze delle imprese. Obiettivo: definire procedure condivise e varare un vero e proprio “Piano permanente di continuità turistica”, per evitare che ogni evento naturale si traduca in un disastro economico per il sistema imprenditoriale isolano.