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L'INDAGINE

Spesa, la mappa del risparmio 2026: Eurospin guida i discount, Spazio Conad vince sulle marche del supermercato

La ricerca di Altroconsumo su 1.158 punti vendita in 67 città mostra dove si concentra il vero vantaggio economico

02 Settembre 2026, 15:49

15:50

Spesa, la mappa del risparmio 2026: Eurospin guida i discount, Spazio Conad vince sulle marche del supermercato

Tra corsie sempre più simili e scontrini sempre più pesanti, la vera differenza la fa ancora il prezzo. La nuova indagine 2026 di Altroconsumo mostra che scegliere l’insegna giusta può alleggerire il conto della spesa fino a quasi quattromila euro l’anno: un margine enorme, che ridisegna la geografia della convenienza in Italia.

Le marche del supermercato spingono Spazio Conad

Se però il consumatore non vuole limitarsi al solo primo prezzo e punta invece sui prodotti a marchio dell’insegna, la classifica cambia. In questo segmento vince Spazio Conad, che risulta la catena più conveniente per la private label standard, con un vantaggio del 19% rispetto all’insegna più cara del paniere considerato, indicata da Altroconsumo in Eurospar.

È un passaggio importante perché racconta una trasformazione già in atto nei consumi italiani. Le marche del distributore non sono più soltanto l’alternativa economica di emergenza: in molti carrelli sono diventate la spina dorsale della spesa ordinaria. Il motivo è semplice. Offrono un compromesso spesso accettabile, e talvolta competitivo, tra prezzo, qualità percepita e reperibilità. In un mercato in cui il consumatore medio cerca di contenere la spesa senza rinunciare del tutto alla varietà, il successo di Spazio Conad in questa categoria è un segnale strategico, non soltanto statistico.

Altroconsumo segnala anche un miglioramento di Esselunga per i prodotti a marchio proprio, mentre Carrefour, che nel 2025 guidava questa graduatoria, arretra sensibilmente. È uno spostamento che conferma quanto il posizionamento di prezzo nella Gdo sia dinamico e quanto le politiche commerciali sulle private label stiano diventando centrali nella competizione tra insegne.

La spesa mista premia ancora i discount, ma c’è una sorpresa tra super e iper

La fotografia più vicina ai comportamenti reali delle famiglie è probabilmente quella della spesa mista, che combina prodotti economici, private label e articoli di marca. Anche qui i discount restano avanti: Eurospin e In’s sono le insegne più convenienti, con un vantaggio del 16% rispetto alla catena più cara del paniere, Todis.

Tra supermercati e ipermercati la novità è invece Dok, che emerge come insegna più conveniente nella spesa mista tra i format tradizionali. Il margine di risparmio, in questo caso, si restringe ma rimane significativo: 10% rispetto a Carrefour Market, che chiude la classifica del segmento. Per il lettore questo significa una cosa precisa: se non si vuole impostare tutta la spesa su logiche da discount, la convenienza esiste ancora anche nella distribuzione tradizionale, ma diventa meno ampia e più selettiva.

Sui prodotti di marca, infine, i prezzi risultano più ravvicinati. Ipercoop e Spazio Conad condividono il vertice e il vantaggio rispetto all’insegna più cara si limita al 7%. È il segmento in cui la libertà di scelta del consumatore è più costosa: chi privilegia sistematicamente i brand industriali trova meno spazio per comprimere il conto finale.

Non conta solo l’insegna: città e regioni continuano a fare la differenza

Il secondo livello dell’indagine è forse ancora più interessante, perché scende dai brand ai singoli negozi. Il punto vendita più competitivo rilevato da Altroconsumo è il Mega di Treviso, seguito da due Coop di Lucca e dall’Iperal di Cinisello Balsamo, nell’area metropolitana di Milano. In queste piazze, secondo la stima dell’associazione, scegliendo i negozi giusti si può spendere intorno ai 6.500 euro l’anno, cioè circa 900 euro in meno rispetto alla spesa media familiare al supermercato stimata in 7.390 euro annui.

Al Sud, la presenza di punti vendita molto competitivi appare più limitata. Tra quelli evidenziati da Altroconsumo figurano lo Spazio Conad di Cavallino, vicino Lecce, lo Spazio Conad di Taranto e l’Ipercoop di Foggia. Sul lato opposto, tra gli indirizzi più cari dell’indagine compaiono un Carrefour Market di Bologna, uno di Genova e un Despar di Cagliari.

Anche la geografia media della convenienza è abbastanza chiara. Le città più economiche risultano concentrate soprattutto in Toscana, con Pistoia, Lucca, Firenze e Prato in evidenza, seguite da centri di Lombardia e Veneto. Le più care, secondo la rilevazione, sono invece Genova, Sassari, Aosta e Teramo, con una spesa media attorno ai 7.700 euro annui. A livello regionale, Veneto e Trentino-Alto Adige risultano le aree più convenienti, mentre Valle d’Aosta e Lazio sono le più costose, con un divario di circa 13%.

Qui il dato economico si incrocia con quello sociale. Nelle regioni dove il reddito medio familiare è più basso, la spesa alimentare incide di più sul bilancio: Calabria e Campania arrivano al 19%, mentre Sicilia, Molise e Puglia si attestano al 18% secondo i calcoli di Altroconsumo. Sono numeri coerenti con il quadro più ampio tracciato da Istat, che continua a mostrare un’Italia dei consumi profondamente diseguale.

Come leggere bene la classifica, senza farne un uso superficiale

L’indagine non dice che esiste un supermercato migliore in assoluto per tutti. Dice piuttosto che la convenienza cambia in base al tipo di carrello. Chi compra soprattutto beni base e prodotti di primo prezzo trova vantaggi fortissimi nei discount. Chi preferisce le marche del distributore può ottenere risultati molto buoni anche in altre insegne, a partire da Spazio Conad. Chi non rinuncia ai brand industriali, invece, ha margini di risparmio più contenuti e deve lavorare di più su promozioni, fedeltà e selezione delle categorie.

Va poi ricordato che Altroconsumo ha rilevato i prezzi tra il 16 febbraio e il 13 marzo 2026, includendo 124 categorie di prodotto tra le più acquistate secondo Istat, con prezzi promozionali compresi e senza preavvisare i punti vendita. È un metodo robusto, utile per confrontare il mercato, ma resta pur sempre una fotografia di periodo: assortimenti, offerte e strategie commerciali possono cambiare nel tempo e da zona a zona.

La lezione più utile per i consumatori, quindi, non è inseguire una classifica come fosse una sentenza definitiva. È usare questi dati per costruire una strategia pratica: discount per le categorie di base, private label dove il rapporto qualità-prezzo è più favorevole, prodotti di marca solo dove la differenza è percepita o quando la promozione è reale. In un mercato dove il costo della spesa continua a gravare in modo così forte sui redditi, la convenienza non è più un dettaglio organizzativo: è una componente del potere d’acquisto.