criminalità
Soldi bloccati nello sportello bancomat? Attenti, non è un guasto ma una truffa silenziosa
Il trucco del cash trapping fa leva sul disorientamento della vittima e in Europa i casi registrati sono raddoppiati nell'ultimo anno
Immaginate la scena: siete di fronte a uno sportello automatico, inserite la carta, digitate il PIN, selezionate l’importo. Si avverte persino il consueto ronzio degli ingranaggi che “preparano” le banconote. Poi, il nulla: la fessura non si apre e i contanti non compaiono. Che fare?
Nella maggior parte dei casi, dopo qualche secondo di attesa e uno sguardo interdetto allo schermo, l’istinto porta ad allontanarsi, pensando a un guasto momentaneo o a un problema di liquidità della macchina. È proprio su questa reazione istintiva che si fonda il cash trapping, una tecnica di furto tanto semplice da mettere in atto quanto efficace nei risultati.
Non occorrono competenze informatiche né intrusioni nei sistemi bancari: basta applicare un dispositivo fisico per trattenere le banconote e indurre il cliente a ritenere che l’operazione non sia andata a buon fine. Appena la vittima si allontana, il truffatore recupera il denaro intrappolato.
Un episodio recente ne ha confermato l’attualità a Cesano, nella periferia nord di Roma. I Carabinieri della Stazione di Roma La Storta hanno arrestato in flagranza un uomo di 49 anni, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso mentre tentava di impossessarsi di 50 euro appena prelevati da un cliente in via Marino Dalmonte. Lo schema era classico: una sottile piastra metallica sovrapposta all’erogatore dell’ATM per bloccare fisicamente le banconote. L’indagato si trova ora ai domiciliari in attesa del rito direttissimo.
Secondo gli inquirenti, il fermo potrebbe essere collegato ad altri due colpi con modalità identiche nella stessa zona. E non sempre questi episodi si esauriscono nel raggiro: pochi giorni prima, in viale di Tor di Quinto, una manomissione analoga è degenerata in una vera e propria rapina ai danni del cliente. Il confine tra trucco meccanico e minaccia diretta, se la vittima si accorge della trappola, può essere labile.
Il boom delle trappole “low-tech” in Europa I numeri mostrano un fenomeno tutt’altro che episodico. Nel report 2025 della European Association for Secure Transactions (EAST), gli attacchi di cash trapping registrati nel 2024 nei Paesi monitorati sono più che raddoppiati: +105%, da 4.795 a 9.811 casi in dodici mesi. La convenienza per i criminali è evidente: pratiche storiche come lo skimming (clonazione delle carte tramite lettori sovrapposti) o l’impianto di malware sugli sportelli richiedono competenze e tempi lunghi; il cash trapping, invece, colpisce transazioni autentiche effettuate da clienti reali. Come spiega BANCOMAT S.p.A., si tratta di una “manomissione mirata a trattenere le banconote per poi prelevarle non appena lo sportello resta incustodito”.
La “magia” psicologica prima di quella fisica L’efficacia non risiede tanto nella placca o nella linguetta adesiva, quanto nella leva psicologica. Chi si trova davanti a un ATM che non distribuisce contanti prova di norma fretta, imbarazzo verso chi attende in coda e timore di perdere tempo. L’impulso è spostarsi altrove o entrare in filiale. Proprio in quei secondi il truffatore, appostato a breve distanza, rimuove il dispositivo e fugge con il denaro.
Prevenzione: cosa osservare e come comportarsi La prima difesa è l’osservazione attenta dello sportello prima di inserire la carta. La fessura di erogazione dev’essere allineata, pulita, senza sporgenze anomale. Residui di colla, placchette sovrapposte o componenti innaturalmente rigidi o flessibili sono segnali d’allarme. I luoghi isolati o poco illuminati, e gli ATM esterni fuori orario, offrono ai ladri il tempo per montare e smontare le trappole; al contrario, prelevare in filiale o in aree ben frequentate riduce il rischio. L’Associazione Bancaria Italiana (ABI) raccomanda di operare con la massima concentrazione, evitando distrazioni e l’intervento di estranei “premurosi”.
Le quattro regole d’oro se i contanti non escono
Non allontanarsi mai dallo sportello: è il consiglio più importante. Restando sul posto, si impedisce al truffatore di recuperare le banconote.
Contattare subito la banca e il 112: segnalate l’anomalia rimanendo davanti all’ATM. L’istituto può verificare un eventuale guasto, e le forze dell’ordine possono intervenire.
Non forzare la fessura: evitare di inserire oggetti (chiavi, penne, ecc.). Si rischia di danneggiare l’ATM e alterare prove utili alle indagini.
Documentare tutto: fotografare schermo ed erogatore, conservare la ricevuta e annotare l’orario preciso dell’operazione.
Se la somma risulta addebitata nonostante la mancata erogazione, BANCOMAT S.p.A. invita a presentare immediata segnalazione alla propria banca. L’istituto avvierà le verifiche tecniche e, accertata l’anomalia, procederà al rimborso del disservizio. La tempestività è decisiva anche per incrociare i dati temporali con i filmati di videosorveglianza, come previsto dai protocolli di sicurezza sottoscritti dall’ABI con il Ministero dell’Interno e le Prefetture per il contrasto alla criminalità predatoria.