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4 settembre 2026 - Aggiornato alle 22:09
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Automobili

Volkswagen approva il piano di risanamento Blume: 50.000 posti a rischio e quattro stabilimenti in bilico

Gamma dimezzata entro il 2035. Il Consiglio di sorveglianza ha preso atto dell’esistenza di un eccesso di capacità produttiva pari a 500.000 veicoli in Europa

04 Settembre 2026, 22:09

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Volkswagen approva il piano di risanamento Blume: 50.000 posti a rischio e quattro stabilimenti in bilico

Dopo settimane di trattative serrate è arrivata a sorpresa la svolta: il Consiglio di sorveglianza di Volkswagen ha approvato all’unanimità il piano di risanamento presentato dal cda guidato dal ceo Oliver Blume. Scongiurato così - con la reazione positiva del governo tedesco - il rischio di un’ulteriore escalation tra i vertici, il Land della Bassa Sassonia in qualità di azionista di riferimento e la parte sindacale. «Vogliamo che la Germania rimanga un polo industriale di successo», ha detto oggi, interpellato sulla questione, il portavoce dell’esecutivo Sebastian Hille a Berlino. Nella sua riorganizzazione, il più grande costruttore automobilistico europeo intende tagliare altri 50.000 posti di lavoro nei prossimi anni - secondo il primo ministro della Bassa Sassonia Olaf Lies la metà di questi riguarderanno la Germania - ridurre il numero dei propri modelli e diminuire le partecipazioni societarie. Quattro siti - Hannover, Zwickau, Emden e lo storico impianto Audi di Neckarsulm - restano a rischio chiusura, anche se non è stata presa ancora una decisione. La ministra del Lavoro Barbel Bas (Spd) si è esposta in prima persona chiedendo che gli stabilimenti vengano mantenuti e «che non si verifichino licenziamenti per motivi aziendali».

Il Consiglio di sorveglianza ha preso atto dell’esistenza di un eccesso di capacità produttiva pari a 500.000 veicoli in Europa e del fatto che per gli stabilimenti in bilico "attualmente non sia possibile garantire un impiego successivo competitivo scaglionato tra il 2031 e il 2034". Per questi si starebbe valutando «in parallelo e a titolo integrativo, possibili destinazioni alternative». Un elemento fondamentale concerne la produzione, che dovrebbe scendere a nove milioni di veicoli all’anno. Entro il 2035 Vw snellirà anche la propria gamma di modelli di circa il 50 per cento e la complessità dell’offerta di circa il 75 per cento: l’attenzione sarà concentrata sui veicoli più attraenti. Si punta inoltre a "strutture dirigenziali più snelle" - Blume ha già annunciato il taglio di un quarto del management - e a «processi decisionali più rapidi» per contrastare la concorrenza cinese. IG Metall e il comitato aziendale hanno sottolineato in una dichiarazione congiunta che è stata evitata un’escalation e rimarcato che il Consiglio di amministrazione deve fare la propria parte, pur ribadendo una critica di fondo: «la linea conflittuale e la comunicazione del Cda nelle ultime settimane non sono state efficaci».