Industria
Microelettronica, la Sicilia si candida per l'Alleanza europea delle regioni dei semiconduttori Esra
L'assessorato alle Attività produttive ha formalizzato la richiesta per valorizzare l'ecosistema con al centro Catania, trainato dai maxi-investimenti internazionali di STMicroelectronics
La Regione Siciliana fa un decisivo passo in avanti per consolidare il proprio peso nel settore della microelettronica globale. L’assessorato delle Attività produttive ha infatti formalizzato la richiesta di adesione dell'Isola all’Alleanza europea delle regioni dei semiconduttori (Esra), la rete internazionale che riunisce i territori in prima linea nello sviluppo di queste tecnologie. La mossa strategica punta a valorizzare l’ecosistema siciliano, valorizzando in primis l'hub di Catania, per permettere alla Regione di partecipare attivamente alle decisioni continentali su semiconduttori, competenze e sovranità tecnologica. Come spiegato dall'assessore alle Attività produttive, Edy Tamajo, la Sicilia non vuole limitarsi a essere «soltanto destinataria delle grandi politiche industriali europee, ma protagonista della loro costruzione». L'obiettivo è mettere in rete il vasto patrimonio industriale e scientifico del polo etneo con le regioni più avanzate d'Europa.
Il cuore pulsante di questa candidatura è proprio la Etna Valley, dove convergono progetti di respiro mondiale. Al centro dello sviluppo c'è il "Campus SiC" di StMicroelectronics, un nuovo impianto integrato dedicato ai dispositivi di potenza in carburo di silicio. Il progetto gode di un cofinanziamento pubblico di circa 2 miliardi di euro, frutto di un accordo tra Regione Siciliana, Mimit, Invitalia e l'azienda, di cui 300 milioni provenienti da fondi regionali. A rafforzare l'infrastruttura catanese si aggiunge la Pilot Line Microchip (Pl4-Wbg), una linea pilota approvata dal Chips Act europeo e coordinata dal Cnr, dedicata ai semiconduttori "wide-bandgap". «L'investimento sul carburo di silicio dimostra che in Sicilia è possibile realizzare politica industriale ad altissimo contenuto tecnologico», ha evidenziato Tamajo, sottolineando come queste risorse servano per creare occupazione qualificata, trattenere i giovani talenti e saldare i legami tra imprese e università.
Entrare nel network Esra significherebbe per l'Isola confrontarsi con le migliori eccellenze continentali e supportare l'Unione Europea nella sua corsa all'autonomia tecnologica, riducendo la dipendenza da fonti extra‑Ue per componenti ormai cruciali in settori come la mobilità elettrica e le energie rinnovabili. La Regione intende mettere sul piatto la propria specializzazione all'avanguardia, le infrastrutture scientifiche e la sua posizione strategica nel cuore del Mediterraneo. «Abbiamo davanti un’occasione che va ben oltre il singolo investimento», ha concluso Tamajo. La documentazione, firmata dallo stesso assessore e dal dirigente generale Dario Cartabellotta, include anche la formale disponibilità della Regione a illustrare le potenzialità dell'ecosistema siciliano allo Sherpa group dell’Alleanza in vista dei prossimi incontri.
