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Interventi

Sicilia, “stangata” eventi estremi: per allontanare il ricordo di Harry “muro” di fondi regionali, Ue e Pnrr

Dopo l’estate delle massime record, aumenta il rischio di alluvioni. L'Isola maglia nera per numero di calamità naturali. Il piano della messa in sicurezza

13 Settembre 2026, 12:17

12:20

Sicilia, “stangata” eventi estremi: per allontanare il ricordo di Harry “muro” di fondi regionali, Ue e Pnrr

Sono trascorsi quasi otto mesi da quando Harry, il ciclone tropicale mediterraneo (Medicane) si è abbattuto nel Mediteraneo occidentale colpendo la Sicilia con effetti devastanti. Da allora, l’Isola si è risollevata, ma resta esposta ai parossismi climatici.

Prova ne sia il primato negativo in Italia con 232 eventi meteorologici estremi registrati negli ultimi 16 anni, con danni stimati in 7 miliardi di euro, seguita dalla Puglia con 136 e dalla Calabria con 104. Con 38 manifestazioni nell’ultimo decennio, poi Palermo è una tra le realtà urbane più vulnerabili.

La Regione, tuttavia, sta investendo cospicue risorse finanziarie tra fondi regionali, comunitari e del Pnrr nell’opera di mitigazione degli effetti degli eventi meteorologici estremi.

Dopo un’estate rovente - la più calda dal 1950 con la media di 25,6 gradi Celsius, secondo l’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe) e di dati del programma Copernicus – il Paese e il Mar Mediterraneo hanno incamerato calore e dunque un serbatoio di energia che combinandosi con le correnti umide provenienti dall’Atlantico e dal Nord Europa può innescare gravi fenomeni climatici.

Per contenere gli effetti del climate change, la Regione Siciliana, allineandosi alle strategie climatiche nazionali, ha varato un mix di interventi strutturali per la difesa del suolo e piani di Protezione civile locali.

I programmi di intervento sul territorio, l’apertura di cantieri, la realizzazione di opere alimentano una crescente aspettativa di risultati, mentre cresce la spinta a non ricostruire con barriere di cemento vicino al mare e le autorità stanno valutando strategie di arretramento delle strutture costiere e di rinaturalizzazione delle spiagge.

I finanziamenti complessivi (regionali, comunitari e Pnrr) ammontano a 3,2 miliardi (2,4 solo dal Piano di resilienza).

All’indomani della grave ondata di maltempo di inizio anno, la Regione aveva impegnato 70 milioni per le prime urgenze, implementando poi un pacchetto di interventi normativi con oltre 550 milioni destinati alla creazione di un fondo specifico per le emergenze. Con il Fondo Sicilia gestito da Irfis FinSicilia, inoltre, sono stati resi disponibili 18 milioni sotto forma di contributi a fondo perduto (pari al 40%) e finanziamenti a tasso zero per favorire il ripristino delle attività economiche e dei litorali danneggiati.

La Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico ha recuperato e rimodulato 45 milioni di euro dal programma Pr Fesr 2021-2027 (sfruttando il regolamento europeo Restore) per finanziare la riparazione e la ricostruzione delle infrastrutture pubbliche danneggiate in diversi Comuni rivieraschi.

A giugno è stata avviata una prima tranche di 30 milioni di per mettere subito in sicurezza 11 cantieri critici nelle province di Enna, Catania, Messina e Palermo. Un ulteriore pacchetto da 14,9 milioni di euro è stato destinato a interventi strutturali sulle frane nei comuni di Raddusa, Rometta, Casalvecchio Siculo, Godrano e Ciminna.

A seguito delle devastazioni causate da tempeste e trombe d’aria nei primi mesi dell’anno che hanno provocato circa 446 milioni di euro di danni complessivi a colture e strutture, soprattutto agrumeti e carciofeti, la Sicilia è stata inserita nel decreto legge n. 25 del 2026.

Con questo provvedimento, il Governo ha messo sul piatto 108 milioni di euro complessivi, che la Sicilia ha diviso con Sardegna e Calabria per l’accesso a sistemi di aiuto agevolati e moratorie per le imprese agricole e della pesca.

Sono stati inoltre progettati sistemi di collettori e vasche di laminazione per gestire le piogge intense ed evitare allagamenti urbani improvvisi (alluvioni lampo) che hanno interessato, tra gli altri, il comune di Barrafranca.

Dopo la drammatica crisi idrica, gli interventi di efficientamento e la pianificazione adottati dalla regione hanno raggiunto risultati tangibili. Con una gestione mirata dell’accumulo, il mese scorso il volume complessivo di acqua raccolta negli invasi ha raggiunto 500,71 milioni di metri cubi, registrando un incremento del 60% rispetto allo stesso periodo del 2025.

La portata degli eventi naturali non è mai preventivabile, ma la Sicilia, pur dovendo misurarsi con le ricorrenti emergenze, sta dando da fare nell’opera di messa a terra di misure e presidi che riducano l’impatto e i danni del cambiamento climatico.