IL REPORT
La Sicilia non è solo emigrazione: negli ultimi 5 anni è la seconda Regione con più giovani rientrati dall'estero
Per ogni 100 espatri ci sono 40 rientri di under 40. Per l'Isola è un dato in netto miglioramento rispetto al quinquennio precedente. Ecco quali province registrano l'andamento migliore
La Sicilia non è solo emigrazione. La notizia potrebbe sorprendere, eppure sta tutta nei dati: negli ultimi cinque anni è diminuito il numero di giovani espatriati ed è aumentato quello degli under 40 rientrati nell'Isola. Di più, la Sicilia è la seconda Regione italiana dopo la Lombardia ad accogliere il maggior numero di rientri tra il 2021 e il 2025. Ed è anche una di quelle (la terza) dove questo fenomeno è più in crescita rispetto al quinquennio precedente. A certificarlo è un report dei Consulenti del lavoro, che ha elaborato dati Istat.
«La mobilità internazionale non può essere letta esclusivamente come un movimento unidirezionale - è la premessa alla base dell'approfondimento - partire non significa necessariamente lasciare il Paese in modo definitivo e il rientro può costituire una fase ulteriore di percorsi sempre più articolati e meno lineari.
I DATI NAZIONALI

L'aumento dei rientri dei giovani dall'estero è un fenomeno di scala nazionale: negli ultimi cinque anni, sono stati oltre 129mila gli under 40 italiani sono tornati da un Paese straniero nel quale avevano trasferito la propria residenza. Rispetto al quinquennio precedente (2016-2020) gli espatri sono aumentati del 2,1%, mentre i rimpatri hanno registrato una crescita del 32,9%.
A crescere non è infatti soltanto il numero assoluto dei rimpatri, ma anche il loro peso rispetto agli espatri. Nel quinquennio 2011-2015 si registravano 26 rientri ogni 100 uscite; nel periodo 2016-2020 il rapporto era salito a 31, mentre nell’ultimo quinquennio disponibile si arriva a 40 giovani rimpatriati ogni 100 espatriati. E la Sicilia rispecchia esattamente questa media nazionale. «Pur non configurando ancora un riequilibrio dei flussi - sottolinea il report - la progressiva crescita di questo rapporto segnala che la componente del ritorno sta acquisendo un peso sempre più significativo all’interno dei percorsi di mobilità internazionale».
Circa la metà dei giovani che rientrano si stabilisce nel Nord Italia: il 30,7% nel Nord-Ovest e il 19,6% nel Nord-Est. La Lombardia, da sola, assorbe il 19,8% dei rientri e Milano l’8,7% del totale nazionale, confermando la capacità del principale polo economico del Paese di attrarre anche giovani che hanno maturato esperienze internazionali. Il Lazio rappresenta il 9% delle iscrizioni dall’estero, concentrate in larga misura a Roma (7,1%). Al tempo stesso, una quota tutt’altro che marginale dei rientri interessa il Mezzogiorno: il 31,7% dei giovani torna infatti in una regione del Sud o delle Isole.
Particolarmente significativo è il dato della Sicilia, che accoglie il 9,2% dei giovani italiani rientrati dall’estero. Sull'isola sono tornati 11.908 giovani negli ultimi 5 anni, è la seconda regione italiana dopo la Lombardia. Assieme a Basilicata e Valle d’Aosta, la Sicilia è inoltre tra le regioni nelle quali i rientri sono cresciuti maggiormente negli ultimi anni: nel quinquennio 2016-2020 erano stati 7.787, nel periodo 2021-2025 l’incremento è stato del 52,3%.
I giovani che tornano in Italia lo fanno prevalentemente in una fase relativamente avanzata del percorso giovanile: l’età media al rientro è infatti di 29,6 anni. Il gruppo più numeroso è costituito dai 30-34enni (29,4%), seguito dai 25-29enni (26,4%), dai 35-39enni (23,6%) e, infine, dai 18-24enni (20,6%). La distribuzione per età sembra quindi suggerire che il ritorno si collochi spesso dopo un periodo significativo trascorso all’estero, potenzialmente coincidente con una fase di formazione o di consolidamento delle prime esperienze professionali.
LE DESTINAZIONI SICILIANE CON PIU' RIENTRI

Guardando ai numeri assoluti, la mappa dei rientri rispecchia in proporzione quella della popolazione. Guida la provincia di Palermo con 2.742 rientri, seguita da Catania con 2.394 e Messina con 1.496. Poi Agrigento con 1.363, Trapani con 935, Siracusa con 927, Ragusa con 857, Caltanissetta con 655 ed Enna con 539.
Ma è l'incremento percentuale rispetto al quinquennio precedente a raccontare meglio quali territori sono risultati più attrattivi: a guidare questa classifica è la provincia di Messina, dove i rientri sono cresciuti del 91 per cento, poi Enna col 75,6 per cento, Ragusa col 74,9 per cento, Caltanissetta col 66,7 per cento, Trapani col 61,8 per cento, Palermo col 58,1 per cento, Agrigento col 48,3 per cento, Siracusa col 31,1 per cento e chiude la classifica Catania dove l'incremento è stato del 27,5 per cento.
LE PROVINCE DA CUI SI ESPATRIA MAGGIORMENTE
La forte crescita dei rimpatri convive tuttavia con una persistente intensità degli espatri: in Sicilia si registrano circa 40 rientri ogni 100 giovani che lasciano la regione, un valore sostanzialmente in linea con la media nazionale, ma positivamente in crescita rispetto al quinquennio 2016-2020 durante il quale i rientri erano stati appena 22,7 ogni 100 espatri.
Guardano i dati sugli espatri provincia per provincia, emerge come siano solo due quelle da cui l'emigrazione verso l'estero è aumentata: da Ragusa se ne sono andati in 2.377 tra 2021 e 2025, mentre erano stati 1.873 nel quinquennio precedente (quindi un +26,9 per cento); a Messina l'aumento è stato del 15,1 per cento: da 3.581 trasferimenti all'estero del periodo 2016-2020 si è passati a 4.123 degli ultimi cinque anni. Tutte le altre sette province registrano invece un calo degli espatri. Così il bilancio regionale vede una diminuzione del 14 per cento di giovani emigrati Oltralpe: da 34mila a 29mila.
