Prezzi
Pieno carburanti sempre più caro e con la misura delle accise il diesel rischia di superare 2,5 euro al litro in autostrada
L'allarme del Codacons e i prezzi aggiornati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Sembra una corsa al rialzo quella dei prezzi dei carburanti. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla base degli ultimi rilievi dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, comunica infatti che oggi il costo medio in modalità self sulla rete stradale nazionale è pari a 2,143 euro al litro per la benzina (ieri 2,132) e 2,266 euro/litro per il gasolio (ieri 2,246). Sulla rete autostradale, le quotazioni medie in self si attestano a 2,236 euro/litro per la verde (ieri 2,222) e 2,346 euro/litro per il diesel (ieri 2,326).
Quanto costa, più o meno, un pieno
Per un’automobile con un serbatoio da 50 litri, il costo medio è di circa:
Benzina self: 106,60 euro.
Gasolio self: 112,30 euro.
Benzina self in autostrada: 111,10 euro.
Gasolio self in autostrada: 116,30 euro.
Rispetto al giorno precedente, un pieno da 50 litri costa mediamente 60 centesimi in più per la benzina e 75 centesimi in più per il diesel sulla rete ordinaria.
La misura sulle accise varata ieri dal Consiglio dei ministri, secondo il Codacons però “porterà il prezzo del gasolio a sfiorare i 2,5 euro al self in autostrada a partire dal prossimo 26 settembre”. A prescindere dall’andamento dei listini nei prossimi giorni, la riduzione dello sconto fiscale da 17 a 12,2 centesimi di euro, spiega l’associazione, “produrrà un maggior costo dal 18 al 25 settembre pari a +2,4 euro su un pieno di diesel, che salirà a +5,45 euro dal 26 settembre al 5 ottobre, considerato che in tale periodo il taglio scenderà a soli 6,1 centesimi di euro”. Alla luce del recente rialzo dei listini, e qualora il trend prosegua, il Codacons prevede che “la riduzione dello sconto porterà un litro di gasolio a superare in autostrada la soglia psicologica dei 2,5 euro al litro a partire dal prossimo 26 settembre”. Le ricadute della stretta sulle accise, conclude l’associazione, “saranno pesantissime: i maggiori aggravi di spesa in capo alle famiglie porteranno ad una perdita della capacità d’acquisto che si rifletterà sui consumi, con danni per l’intera economia nazionale”.