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economia

Taglio del cuneo fiscale, a ottobre bonus e arretrati INPS: chi ne ha diritto e come si calcolano gli importi

Assegni più pesanti in arrivo con il pagamento autunnale, ma la misura riguarda unicamente le prestazioni sostitutive dello stipendio ed esclude le pensioni ordinarie

17 Settembre 2026, 17:49

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Taglio del cuneo fiscale, a ottobre bonus e arretrati INPS: chi ne ha diritto e come si calcolano gli importi

Da ottobre diventa operativa l’applicazione del taglio del cuneo fiscale sulle prestazioni erogate dall’INPS. L’effetto non riguarderà solo il mese corrente: insieme al beneficio maturato si procederà anche all’accredito degli arretrati a partire dal 1° gennaio. La misura, tuttavia, non equivale a un aumento generalizzato per tutti i pensionati: segue infatti un criterio fiscale che distingue le pensioni ordinarie dalle prestazioni con natura sostitutiva del reddito da lavoro dipendente.

Per chi percepisce trattamenti di accompagnamento alla pensione o indennità di disoccupazione, l’intervento può tradursi in un incremento anche di alcune centinaia di euro, accreditato automaticamente senza necessità di presentare domanda.

La normativa esclude espressamente dai benefici fiscali: le pensioni ordinarie di qualunque tipo (ad esempio vecchiaia o anticipate); le pensioni integrative; i trattamenti complementari. L’agevolazione si applica invece alle prestazioni non pensionistiche di accompagnamento all’uscita dal lavoro (come APE Sociale, isopensione, assegni straordinari dei fondi di solidarietà dei settori bancario e assicurativo, nonché le indennità connesse ai contratti di espansione tassate in via ordinaria) e alle indennità sostitutive della retribuzione, tra cui NASpI e DIS-COLL.  La ragione è nel Testo unico delle imposte sui redditi, che riconduce tali somme al medesimo regime tributario dei redditi di lavoro dipendente.

Calcolo del beneficio sotto i 20.000 euro di reddito: la legge di Bilancio ha introdotto un meccanismo su due binari, scandito dalla soglia del reddito complessivo annuo. Per i redditi fino a 20.000 euro è prevista una quota non imponibile ai fini Irpef, determinata applicando al reddito da lavoro (o alla prestazione sostitutiva) una percentuale definita in base al reddito annuale teorico: - 7,1% per redditi fino a 8.500 euro; - 5,3% tra 8.500 e 15.000 euro; - 4,8% tra 15.000 e 20.000 euro. Trattandosi di importi esenti, non è richiesta capienza dell’imposta lorda. Su base annua teorica, un reddito agevolabile di 8.000 euro genera 568 euro di beneficio; con 12.000 euro il vantaggio è pari a 636 euro; a 18.000 euro raggiunge 864 euro. L’importo effettivo nel cedolino dipenderà però dai mesi coperti e dalle somme realmente erogate.

La fascia tra 20.000 e 40.000 euro. Oltre i 20.000 euro, la quota esente è sostituita da un’ulteriore detrazione dall’Irpef lorda, sempre rapportata al periodo di spettanza: - tra 20.000 e 32.000 euro spetta una detrazione teorica annua di 1.000 euro; - oltre 32.000 euro il beneficio si riduce progressivamente fino ad azzerarsi a 40.000 euro, secondo la formula prevista dalla legge. A titolo di esempio, con 35.000 euro di reddito spetta una detrazione teorica di 625 euro; con 38.000 euro la detrazione scende a 250 euro.

Arretrati e incidenza del reddito complessivo. Gli arretrati maturati dall’inizio dell’anno seguiranno due canali: - per i redditi fino a 20.000 euro, il pagamento degli arretrati da gennaio avverrà direttamente nel cedolino di ottobre; - per i beneficiari dell’ulteriore detrazione (tra 20.000 e 40.000 euro), la liquidazione dei mesi pregressi sarà effettuata con il conguaglio fiscale di fine anno. È fondamentale considerare il reddito complessivo: la presenza di altre entrate (ad esempio una pensione ai superstiti) può far superare la soglia dei 20.000 euro, spostando il contribuente dal bonus percentuale alla detrazione Irpef.

Conguaglio finale e facoltà di rinuncia. Poiché l’erogazione è automatica e basata sui dati disponibili all’INPS, il calcolo iniziale ha carattere provvisorio e sarà verificato in sede di conguaglio. Se emergerà un beneficio non spettante superiore a 60 euro, l’Istituto procederà al recupero in dieci rate di pari importo sui pagamenti successivi. Per evitare restituzioni, l’INPS metterà a disposizione sulla propria Piattaforma fiscale una procedura che consentirà ai percettori di più redditi di rinunciare preventivamente all’applicazione dell’agevolazione.