I CALCOLI
Bollo auto 2027, il risparmio reale: chi guadagna 163 euro e quanto pesa il rincaro del diesel
L’esenzione alleggerisce una spesa fissa per milioni di proprietari, ma tra limiti, regole per chi ha più veicoli e rincari alla pompa il vantaggio reale cambia molto da automobilista ad automobilista.
Sul calendario di una famiglia il bollo compare una volta l’anno; il carburante, invece, pesa a ogni passaggio dal distributore. La sospensione della tassa automobilistica nel 2027 può valere in media 163,50 euro, ma per chi guida un diesel una parte del vantaggio rischia di essere assorbita dal progressivo ridimensionamento dello sconto sulle accise.
Chi rientra nell’esenzione
Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri prevede l’azzeramento della tassa automobilistica per i pagamenti dovuti tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027 sulle autovetture con potenza fino a 80 kW, equivalenti a circa 109 cavalli, e sui motoveicoli. La soglia va verificata sulla carta di circolazione, dove la potenza è riportata alla voce P.2.
L’esenzione non è collegata all’Isee, ma spetta per un solo veicolo per contribuente. In presenza di un’auto agevolabile e di una moto, la priorità dovrebbe essere assegnata all’autovettura. Se il proprietario possiede più mezzi della stessa categoria, il beneficio viene riconosciuto al veicolo con la potenza più bassa; a parità di kW, a quello sul quale graverebbe il bollo meno oneroso. La platea indicata per il 2027 è di circa 14,5 milioni di veicoli.
La formulazione richiede comunque attenzione: non conta la cilindrata, né il valore commerciale dell’auto, ma la potenza omologata. Un’utilitaria da 79 kW rientra nel perimetro; un modello da 81 kW, anche se appartenente allo stesso segmento, resta escluso. Inoltre, secondo le regole generali illustrate dall’ACI, nel calcolo ordinario del bollo non si considerano le cifre decimali dei kW. Saranno però il testo definitivo e le istruzioni applicative a chiarire come tale criterio opererà esattamente in prossimità della nuova soglia.
Il risparmio medio: 163,50 euro, ma non per tutti
L’analisi condotta da Facile.it con Pratiche Auto Online stima in 163,50 euro il bollo medio 2026 delle vetture comprese nella fascia fino a 80 kW. Per un automobilista che possiede un solo mezzo agevolabile e non beneficia già di riduzioni regionali, questa cifra rappresenta una ragionevole misura del vantaggio annuale.
Il risparmio effettivo può tuttavia essere sensibilmente diverso. Il bollo è un tributo regionale e il suo importo dipende dalla potenza, dalla classe ambientale e dalle tariffe o agevolazioni adottate sul territorio. Una vettura Euro 6 da 55 kW genera normalmente un’imposta inferiore rispetto a un’auto più vecchia da 80 kW. Per elettriche, ibride, veicoli storici e mezzi destinati a persone con disabilità possono inoltre essere già previste esenzioni o riduzioni: in questi casi il beneficio aggiuntivo della misura nazionale può essere limitato o nullo.
Per le famiglie con due automobili sotto soglia, poi, il risparmio non coincide con la somma dei due bolli, perché l’agevolazione è circoscritta a un veicolo per ciascun titolare. Sarà quindi determinante verificare a chi risultano intestati i mezzi al Pubblico registro automobilistico.
Il costo per lo Stato e il nodo delle Regioni
La tassa automobilistica alimenta i bilanci regionali e contribuisce al finanziamento delle funzioni territoriali, compresa la sanità. Per compensare il mancato gettito, il Governo ha quantificato un trasferimento di circa 2,3 miliardi di euro a Regioni e Province autonome. Il riparto dovrebbe essere definito entro il 31 marzo 2027, con risorse provenienti anche da economie del Pnrr non ancora utilizzate o giuridicamente vincolate.
Resta distinta la questione della durata. L’intervento approvato copre al momento il 2027, mentre esponenti dell’esecutivo hanno annunciato l’intenzione di renderlo strutturale. Per considerare permanente l’abolizione serviranno però norme e coperture finanziarie anche per gli anni successivi. Fino a quel passaggio, è più corretto parlare di sospensione per il 2027 anziché di cancellazione definitiva.
Diesel, lo sconto sulle accise si restringe
Il beneficio sul bollo arriva mentre cambia il sostegno applicato al gasolio. Dal 18 al 25 settembre 2026 lo sconto complessivo su accisa e Iva scende a 12,2 centesimi al litro; dal 26 settembre al 5 ottobre si riduce ulteriormente a 6,1 centesimi. Dal 6 ottobre, senza nuovi interventi, la protezione temporanea è destinata a cessare. La riduzione dello sconto non equivale formalmente a una nuova imposta, ma produce per il consumatore un effetto analogo: a condizioni di mercato invariate, il prezzo alla pompa aumenta.
Partendo dal prezzo self service del diesel rilevato il 17 settembre, pari a 2,266 euro al litro nell’elaborazione riportata da Affaritaliani.it, un pieno da 50 litri costa circa 113 euro. Con il progressivo ritiro dello sconto, e nell’ipotesi che le altre componenti del prezzo restino ferme, il conto può salire prima verso 116 euro, poi a circa 119 euro e infine superare 122 euro.
Su una percorrenza di 10.000 chilometri l’anno, la simulazione stima una spesa per il carburante in aumento da 1.246 euro a oltre 1.340 euro, con un aggravio potenziale di circa 94 euro. Si tratta di un calcolo esemplificativo: consumi, chilometraggio, stile di guida e andamento delle quotazioni petrolifere possono modificare sensibilmente il risultato.
Il saldo per un dieselista medio resterebbe dunque positivo, ma molto più contenuto di quanto suggerisca il solo bollo: ai 163,50 euro risparmiati potrebbe contrapporsi un maggiore costo del carburante vicino a 94 euro, lasciando un vantaggio teorico di circa 69,50 euro l’anno. Chi percorre molti chilometri rischia di vedere assorbita una quota ancora maggiore dell’agevolazione; chi usa poco l’auto conserverà invece quasi integralmente il beneficio. È questa la variabile decisiva: il taglio di una spesa fissa è immediato, mentre il rincaro del diesel si accumula pieno dopo pieno.