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Nucleare avanzato: le valvole italiane alla prova del piombo nel progetto "Precursor" per costruire un mini reattore
Il simulatore spiana la strada verso il primo impianto commerciale da 200 megawatt previsto entro il prossimo decennio
Nel grande recipiente installato al Centro Ricerche ENEA del Brasimone, sull’Appennino tosco‑emiliano, non è presente alcun combustibile nucleare e non avverrà alcuna reazione di fissione.
Ciononostante, pompe, scambiatori, strumentazione e organi di intercettazione dovranno operare esattamente come se fossero all’interno di un reattore di quarta generazione. È questa la sfida scientifica e industriale di PRECURSOR, il dimostratore non nucleare da circa 10 megawatt termici sviluppato da newcleo in stretta collaborazione con ENEA.
A sostenere questa delicata fase sperimentale è l’eccellenza della filiera industriale italiana, tra cui spicca l’azienda triestina Orion Valves, incaricata di realizzare le valvole speciali per regolare il flusso di piombo liquido, impiegato come refrigerante per simulare il circuito primario del reattore. Operare con il piombo fuso comporta complessità ingegneristiche estreme: si tratta di un fluido ad altissima densità e temperatura, che interagisce in modo aggressivo con le superfici metalliche. Per assicurare tenuta, affidabilità e manovrabilità lungo cicli di esercizio prolungati, questi componenti devono ridurre al minimo fenomeni di corrosione, erosione, usura e incrostazione.
Da qui la necessità, per Orion Valves, di una ricerca congiunta con i tecnici del Brasimone su materiali e rivestimenti protettivi. PRECURSOR non è una centrale, ma un’infrastruttura di prova concepita per verificare su scala significativa il comportamento integrato di un reattore veloce raffreddato a piombo (LFR, Lead‑cooled Fast Reactor). La potenza termica è generata da riscaldatori elettrici progettati ad hoc per riprodurre il calore che, in un impianto commerciale, deriverebbe dalla fissione. L’obiettivo prioritario è ridurre i margini di incertezza prima della fase nucleare vera e propria.
Il dimostratore consente di osservare la risposta coordinata di tutti i sottosistemi durante avviamenti, esercizio ordinario, spegnimenti e variazioni di carico. Secondo il programma industriale aggiornato a settembre 2026, l’entrata in funzione è prevista entro fine anno.
La scelta del Brasimone segna il rilancio del Centro Ricerche ENEA, che recupera e valorizza infrastrutture nate nella precedente stagione nucleare italiana. La collaborazione tra ENEA e newcleo, avviata nel marzo 2022 con un accordo quadro, ha già visto newcleo investire 61 milioni di euro nei quattro anni precedenti al settembre 2026, con ulteriori 40 milioni già programmati per i successivi sei anni.
A testimoniare l’avanzamento dei lavori, nell’estate 2026 è stato completato il montaggio del recipiente principale (vessel), progettato da newcleo con la controllata SRS Servizi di Ricerche e Sviluppo, fabbricato da Fucina Italia e posizionato con il supporto di ENEA. Il vessel ospiterà i generatori di vapore, gli scambiatori per la rimozione del calore residuo e il simulatore elettrico del nocciolo. Fondata nel 2021 dal fisico e imprenditore Stefano Buono, newcleo punta allo sviluppo di reattori modulari veloci e all’impiego di combustibile MOX ottenuto da scorie riprocessate.
Nella roadmap societaria, PRECURSOR rappresenta il passaggio intermedio tra l’impianto sperimentale OTHELLO da 2 MWt e il futuro reattore commerciale LFR da 200 megawatt elettrici, la cui prima installazione negli Stati Uniti è traguardata al 2032. Per l’industria italiana, il coinvolgimento di realtà come Orion Valves è un’occasione per posizionarsi nella fascia a più alto valore aggiunto della catena energetica globale.
Come sottolineano gli esperti, PRECURSOR non equivale alla riaccensione dell’elettronucleare in Italia, ma costituisce un cantiere di ricerca applicata in cui le imprese nazionali accumulano competenze e referenze certificate in vista della maturazione del mercato dei reattori avanzati.