la decisione
Ciclone Harry, in Sicilia danni per 1,5 miliardi e dall’Ue 74 milioni per tre regioni
La delusione del centrodestra siciliano. Schifani: «Ci aspettiamo di più». Falcone: «Battaglia in Aula per aumentare»
«Eppur si muove», diceva Galileo Galilei. Ma alla resa dei conti si può dire che «la montagna ha partorito il topolino». Finalmente anche la Commissione europea si muove dopo che la Sicilia a inizio anno è stata devastata dal ciclone “Harry”. Il rendiconto dei danni trasmesso dal governo regionale a quello nazionale e, a sua volta, alla Commissione europea, superava il miliardo e mezzo, somma comprensiva delle spese già sostenute dalla Regione in somma urgenza. Ebbene, l’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen ha proposto di assegnare appena 74,8 milioni di euro all’Italia dal Fondo di solidarietà dell’Ue per sostenere la riparazione dei danni. Somma che, però, va suddivisa fra Sicilia, Calabria e Sardegna.
Nel complesso, Bruxelles propone di mobilitare un totale di 489 milioni di euro dal Fsue a favore di quattro Stati membri: oltre all’Italia, anche Portogallo, Spagna e Malta, colpiti da violente tempeste e inondazioni. La proposta deve essere ora approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione.
Una mossa che viene apprezzata dalla Regione come «primo passo», ma è ritenuta «insufficiente». Come dire, la speranza è che si tratti di una vecchia prassi della politica, quella di creare il “precedente” appostando una minima somma per creare il capitolo in bilancio con l’ impegno di implementarlo in futuro. Il senso sembra confermarlo la dichiarazione di Marco Falcone, vice capo delegazione di Fi al Parlamento europeo: «È un segnale positivo che viene incontro alle nostre istanze. Subito dopo il ciclone avevamo chiesto, attraverso vari atti urgenti, l’intervento della Commissione, incontrando poi i funzionari di Bruxelles per mettere sul tavolo le esigenze di ricostruzione e gli interessi di Sicilia e Sardegna. Lavoreremo adesso come gruppo Ppe in Parlamento per assicurare massimo sostegno all’iniziativa».
«I 74,8 milioni di euro proposti dalla Commissione europea sono un primo passo, ma, rispetto alla gravità dei danni provocati dal ciclone “Harry”, ci aspettiamo uno sforzo maggiore - ha commentato il governatore Renato Schifani - . La Sicilia ha pagato un prezzo altissimo e ha documentato con precisione l’entità delle conseguenze subite. Confidiamo che, nel prosieguo dell’iter europeo, possano essere utilizzati tutti gli spazi disponibili per rafforzare le risorse destinate all’Italia e alla nostra Isola. Su questo continueremo a fare sentire con forza la voce della Sicilia, insieme al governo nazionale».
Gli ha fatto eco l’assessora regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino: «Da parte della Commissione europea arriva un segnale importante e di concreta attenzione verso i territori colpiti dal ciclone “Harry”, anche a seguito della richiesta articolata e puntuale presentata dalla Regione siciliana. Come governo regionale abbiamo lavorato alacremente per sostenere chi ha subito danni e mettere cittadini e imprese nelle condizioni di ripartire. Sappiamo di avere il sostegno concreto del governo nazionale. Abbiamo, però, anche la consapevolezza di alcune criticità burocratiche emerse e quanto sia necessario investire nella prevenzione, mettendo in campo azioni concrete per affrontare i cambiamenti climatici e ridurre l'impatto degli eventi meteorologici estremi, come le opere a tutela delle coste. Su questo bisogna - ha concluso Giusi Savarino - concentrare risorse, come sulla manutenzione del territorio, sulla sicurezza, sulla prevenzione del dissesto e su investimenti capaci di rendere le nostre comunità più sicure».