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Bollette

Energia, Pichetto Fratin sfida l'Europa sul prezzo del gas: pronti ad agire per l'interesse nazionale

Il ministro dell'Ambiente valuta aiuti alle imprese, apre alle proposte del Pd sulla transizione e ribadisce la necessità di affiancare il nucleare alle fonti rinnovabili

20 Settembre 2026, 08:51

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L'emergenza energetica spinge il governo italiano a valutare interventi rapidi a sostegno delle aziende, arrivando anche alla possibilità di procedere senza attendere il via libera definitivo dell'Unione Europea. A delineare la strategia dell'esecutivo è il ministro dell'Ambiente e dell'Energia, Gilberto Pichetto Fratin, in una recente intervista a La Repubblica, nella quale ha evidenziato come il settore sia fortemente condizionato da due conflitti internazionali in corso. Il nodo principale riguarda il decreto Bollette, approvato la scorsa primavera ma ancora in stallo a causa delle lunghe trattative con la Commissione Europea. Di fronte a questa attesa, il ministro ha chiarito la volontà di intervenire direttamente sulla misura che mira ad azzerare il differenziale pagato dall'Italia sul prezzo del gas. «Questo eterno negoziato va superato», ha affermato con decisione, dichiarandosi pronto a procedere per la tutela dell'interesse nazionale anche di fronte all'ipotesi di una procedura di infrazione da parte di Bruxelles.

Oltre al braccio di ferro con le istituzioni europee, Pichetto Fratin ha mostrato un'inaspettata apertura politica verso l'opposizione, accogliendo positivamente le proposte in tema di transizione energetica avanzate dalla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. Definendole «buone ipotesi che meritano di essere considerate», ha comunque precisato che spetterà alla premier Giorgia Meloni valutare le modalità concrete di un'eventuale collaborazione politica. Per sostenere questa transizione, il governo può contare su 14 miliardi di euro derivanti dallo scostamento di bilancio. Queste risorse finanzieranno una lista di interventi, attualmente in fase di stesura, che spazieranno dagli incentivi per l'installazione di pompe di calore nelle abitazioni ai sistemi di accumulo per l'energia rinnovabile, un piano su cui l'Italia si confronterà prossimamente con l'Europa.

A chiudere l'intervento è stata una riflessione sul futuro mix energetico del Paese. Il ministro ha ribadito con forza che l'Italia non può fare a meno di un ritorno all'energia atomica. Ha spiegato che «rinnovabili e nucleare devono coesistere e camminare insieme», poiché la natura intermittente di sole e vento e la limitata autonomia degli attuali sistemi di accumulo, ferma a circa quattro ore, non garantiscono la stabilità necessaria. Per superare definitivamente la dipendenza da gas e petrolio, ha concluso il ministro, è imprescindibile puntare su una fonte sicura, costante e programmabile come il nucleare sostenibile, ritenuto l'unico strumento capace di mantenere l'Italia tra i Paesi leader a livello europeo.ma