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TASSE

Imu e Tari, dal 2027 cambiano sanzioni e dichiarazioni: cosa devono sapere contribuenti e imprese

Sanzioni uniformi, ravvedimento più esteso e adempimenti digitali ridisegnano il rapporto tra contribuenti e Comuni. Per la Tari, però, il calendario richiede particolare attenzione.

20 Settembre 2026, 22:34

22:40

Imu e Tari, dal 2027 cambiano sanzioni e dichiarazioni: cosa devono sapere contribuenti e imprese

Una dichiarazione dimenticata non sarà più punita con una percentuale variabile: dal 2027, per Imu e Tari, il conto sarà fissato direttamente dalla legge. Ma la stretta sulle omissioni è soltanto una parte della riforma, che introduce dichiarazioni digitali, nuovi termini e maggiori possibilità di rimediare spontaneamente agli errori.

Sanzioni fisse al posto delle vecchie forbici

Il cambiamento più immediato riguarda la misura delle sanzioni. Per l’omessa dichiarazione Imu, dal 1° gennaio 2027 si applicherà una sanzione pari al 100% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro. Per la dichiarazione infedele — quando i dati comunicati determinano un’imposta inferiore a quella effettivamente dovuta — la penalità sarà invece pari al 40% della maggiore imposta, anche in questo caso con un minimo di 50 euro.

Lo stesso impianto viene esteso alla Tari: sanzione del 100% del tributo non versato in caso di omissione e del 40% della maggiore tassa dovuta in caso di dichiarazione infedele. La riforma sostituisce così le precedenti fasce, che lasciavano un margine più ampio nella determinazione della penalità, con percentuali definite dalla legge. Per il contribuente aumenta la prevedibilità dell’esborso; per i Comuni si riducono gli spazi di applicazione differenziata del regime sanzionatorio.

Il riferimento al tributo non versato è rilevante: la sanzione percentuale viene commisurata al danno fiscale prodotto dall’omissione o dall’inesattezza, mentre resta comunque operativo l’importo minimo previsto dalla norma. Non va inoltre confusa la mancata dichiarazione con il semplice ritardo nel pagamento: sono violazioni differenti, sottoposte a regole e riduzioni diverse.

Ravvedimento più ampio anche per i tributi locali

La revisione non si limita alle percentuali. Dal 2027 la disciplina del ravvedimento operoso per i tributi regionali e locali si avvicina a quella già applicata ai tributi erariali. In sostanza, chi si accorge di non aver rispettato un obbligo potrà regolarizzare spontaneamente la propria posizione anche oltre l’anno successivo alla violazione, purché non sia già intervenuto un atto che impedisce l’accesso allo strumento.

Il limite è rappresentato, in particolare, dalla notifica dell’atto di accertamento esecutivo, dell’ingiunzione fiscale o di un altro atto con natura esecutiva. Resta quindi decisivo muoversi prima che il Comune formalizzi la pretesa. La convenienza del ravvedimento dipende dal momento in cui avviene la correzione: alla somma originariamente dovuta si aggiungono gli interessi e una sanzione ridotta secondo i coefficienti applicabili.

Il decreto disciplina inoltre il ravvedimento frazionato, che permette di regolarizzare un omesso versamento attraverso più pagamenti. La riduzione della sanzione opera sulla quota effettivamente versata, evitando che un adempimento parziale sia necessariamente privo di effetti. Non si tratta, però, di una rateizzazione concessa automaticamente dal Comune: ogni versamento deve rispettare condizioni e tempi previsti dalla disciplina del ravvedimento.

Imu, dichiarazione soltanto online

Per l’Imu la digitalizzazione diventa la regola. La dichiarazione dovrà essere presentata esclusivamente in via telematica, secondo modalità che saranno definite dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dopo il confronto con la Conferenza Stato-città e autonomie locali. Il termine resta fissato al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell’immobile oppure si sono verificate variazioni rilevanti per il calcolo dell’imposta.

La dichiarazione continuerà a produrre effetti anche per gli anni successivi, finché non cambieranno i dati o gli elementi dai quali deriva un diverso ammontare dell’Imu. Il passaggio al solo canale digitale richiederà attenzione soprattutto a chi finora consegnava il modello direttamente all’ufficio tributi o utilizzava la posta: prima della scadenza sarà opportuno verificare le specifiche tecniche e l’eventuale possibilità di avvalersi di un intermediario.

Tari, novanta giorni per comunicare inizio e variazioni

Sul fronte Tari, il decreto interviene sul termine della dichiarazione. La comunicazione relativa all’inizio del possesso o della detenzione di locali e aree assoggettabili alla tassa deve essere presentata al Comune o al gestore del servizio rifiuti entro 90 giorni dall’evento. Lo stesso termine vale per le variazioni che incidono sull’applicazione del tributo.

Su questo punto occorre distinguere il calendario delle sanzioni da quello degli obblighi dichiarativi. Il decreto legislativo n. 147 è entrato in vigore il 12 agosto 2026 e alcuni Comuni hanno già comunicato l’applicazione del termine di 90 giorni agli eventi verificatisi da quella data. Il nuovo sistema sanzionatorio, invece, opera per le violazioni commesse dal 1° gennaio 2027. Prima di presentare una pratica è quindi prudente consultare il regolamento e le indicazioni pubblicate dal proprio ente locale, evitando di dare per scontato che ogni novità segua la stessa decorrenza.

Più garanzie nel rapporto con il Comune

La riforma punta anche a rafforzare la collaborazione tra amministrazioni e cittadini. Regioni ed enti locali sono chiamati a migliorare informazione e assistenza, semplificare gli adempimenti, prevenire gli errori e assicurare il rispetto dei principi dello Statuto dei diritti del contribuente. Rientra in questo quadro il contraddittorio preventivo, destinato a consentire al contribuente di conoscere e contestare gli elementi su cui si fonda la pretesa fiscale, salvo gli atti automatizzati o di pronta liquidazione esclusi dalla legge.

Per proprietari, inquilini e imprese, il messaggio operativo è semplice: dal 2027 omissioni e inesattezze avranno un costo definito, mentre la possibilità di correggersi spontaneamente sarà più estesa. Conservare ricevute telematiche, dichiarazioni, contratti e comunicazioni inviate al Comune diventerà ancora più importante. Nei tributi immobiliari e sui rifiuti, infatti, non conta soltanto aver pagato: occorre anche poter dimostrare di avere comunicato, nei termini corretti, tutte le informazioni necessarie.