Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
22 settembre 2026 - Aggiornato alle 11:15
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

economia

La grande rincorsa dell'Italia nell'Europa dei capitali: quarto posto tra i mercati più attrattivi

Le intenzioni d'investimento estero premiano la penisola con il 33% delle preferenze mentre la Germania continua a guidare la graduatoria

22 Settembre 2026, 10:10

10:20

 La grande rincorsa dell'Italia nell'Europa dei capitali: quarto posto tra i mercati più attrattivi

L’Europa torna in cima alle preferenze finanziarie e industriali su scala globale, sospinta dalla ricerca di stabilità e dalla capacità di resistere agli shock economici e geopolitici. Lo evidenzia il Global Sentiment Survey on Europe 2026 diffuso da Deutsche Bank, secondo cui il 35% dei dirigenti internazionali considera oggi il continente la regione più appetibile per la propria attività. Staccate l’Asia-Pacifico (esclusa la Cina), ferma al 24%, e il Nord America al 19%; seguono Medio Oriente (10%), Cina (6%) e America Latina (5%).

Nel complesso, nove manager su dieci inseriscono il mercato europeo tra le prime tre destinazioni prioritarie di investimento. L’“effetto esperienza” appare determinante nell’orientare le scelte. Tra le imprese già operative in Europa, il 45% individua il continente come destinazione più attraente in assoluto, contro il 15% tra chi non vi ha ancora messo piede. Nel complesso, il 61% del campione vanta una presenza attiva e intende rafforzarla entro i prossimi cinque anni; il 33% sta valutando o pianificando il primo ingresso, mentre un esiguo 6% non prevede ulteriori espansioni. Geograficamente, la propensione ai nuovi insediamenti è più marcata tra le aziende dell’Asia-Pacifico, dove solo il 55% è già presente, a fronte dell’82% delle imprese americane, tradizionalmente più radicate.

La certezza degli scambi e la stabilità istituzionale si riflettono in indicatori utili alla pianificazione pluriennale: il 71% degli intervistati ritiene l’Europa molto o abbastanza resiliente rispetto alle tensioni geopolitiche ed economiche. La percezione è ancora più marcata tra le aziende del Medio Oriente (82%), allineata nell’Asia-Pacifico (71%) e leggermente inferiore nelle Americhe (65%). Sul piano dei singoli Paesi, la Germania consolida la leadership: è inclusa tra le tre mete preferite dal 56% delle aziende e indicata come prima scelta dal 29%. Seguono Regno Unito (47%) e Francia (35%).

L’Italia si colloca immediatamente ai piedi del podio: a livello nazionale ottiene il 33% delle preferenze d’investimento, assicurandosi la quarta posizione davanti a Spagna e Svizzera. Limitando l’analisi alle sole “top three”, il report internazionale colloca Italia, Spagna e Paesi Bassi in una fascia compresa tra il 20% e il 22%, segnale di un radicamento ormai stabile del sistema Paese nelle short list dei grandi investitori globali. Permangono tuttavia nodi strutturali legati alla frammentazione del mercato unico. Solo il 20% dei manager considera l’Europa un mercato pienamente unificato; per il 42% è prevalentemente integrato, mentre il 38% rileva ancora profonde divisioni interne. Complessivamente, l’85% degli operatori segnala effetti negativi dovuti a frizioni transfrontaliere e divergenze regolatorie e fiscali tra Stati membri, con un 43% che parla di un condizionamento grande o molto grande.

Per trasformare i flussi finanziari in capitale produttivo concreto — impianti, data center, laboratori di ricerca e centri decisionali — sarà decisiva la capacità di attrarre investimenti ad alto valore aggiunto, a partire dal comparto tecnologico. Il 71% dei dirigenti indica la capacità innovativa e il potenziale dell’intelligenza artificiale come un vantaggio competitivo europeo. In parallelo, gli operatori chiedono iter autorizzativi più rapidi, semplificazione normativa, energia a costi competitivi e infrastrutture adeguate. Il capitale internazionale è tornato a guardare all’Europa e all’Italia: la durata di questo ciclo dipenderà dalla rapidità con cui le istituzioni sapranno rispondere alle esigenze dell’industria.