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INFRASTRUTTURE

Ponte sullo Stretto: cosa manca davvero per partire con i cantieri

Dalla nuova istruttoria al controllo della Corte dei conti: la catena di autorizzazioni che separa il progetto dalle prime opere sul territorio

23 Settembre 2026, 13:00

13:10

Ponte sullo Stretto: cosa manca davvero per partire con i cantieri

Il Ponte sullo Stretto resta sospeso tra l'annuncio politico e il timbro amministrativo che ancora manca. Lo confermano le parole pronunciate ieri da Matteo Salvini, in visita alla fiera InnoTrans di Berlino: l'iter, ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti, «è in fase molto avanzata», ma «il passaggio finale spetterà alla Corte dei conti, che ovviamente è un organismo indipendente». Una precisazione che non è un dettaglio: è il cuore del problema che accompagna il dossier da quasi un anno.

Il progetto, per la Sicilia, non è mai stato solo un'infrastruttura: è anche la misura di quanto la politica riesca a trasformare un'approvazione in cantiere. E su questo fronte, nonostante l'ottimismo di Salvini, la distanza resta la stessa segnalata da settimane. Il ministro ha ammesso che non c'è ancora una data per la prossima riunione del Cipess, chiamata a varare la nuova delibera dopo il mancato visto della Corte dei conti. Ma, ha aggiunto, l'obiettivo di avviare i cantieri «per me resta sempre il 2026».

Perché serve un nuovo passaggio al Cipess

Il 6 agosto 2025 il Cipess aveva già approvato il progetto definitivo, il piano economico-finanziario e la documentazione ambientale. Quella delibera, però, non ha completato il proprio percorso: il 27 novembre 2025 la Corte dei conti non ha concesso il visto di legittimità all'atto n. 41/2025, e il 16 dicembre è arrivato il mancato visto anche sul terzo atto aggiuntivo alla convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e la concessionaria Stretto di Messina.

L'approvazione politica e amministrativa, insomma, non basta da sola: per produrre pienamente i suoi effetti l'atto deve superare il controllo preventivo di legittimità previsto dalla legge. È per rispondere ai rilievi contabili che il Governo ha definito, nel 2026, un nuovo percorso, disciplinato dal decreto legge 32 dell'11 marzo e convertito nella legge 71 dell'8 maggio.

L'istruttoria che manca ancora

Il primo tassello resta la nuova istruttoria del ministero delle Infrastrutture, condotta con la concessionaria e con le amministrazioni coinvolte. A inizio settembre Stretto di Messina aveva annunciato l'avvio dell'attività entro fine mese, ma al 22 settembre la data della seduta Cipess non risulta ancora comunicata. Secondo alcune ipotesi, la riunione del Cipess potrebbe tenersi nei primi giorni di ottobre. E infatti - per usare le parole di Salvini - sono «le settimane decisive»: il ministro conta che il lavoro di ingegneri, consulenti ed esperti porti finalmente all'avvio dei lavori per quella che ha definito la più grande opera pubblica in progettazione nel continente europeo.

L'istruttoria dovrà ricomporre in un unico quadro il progetto definitivo, il piano economico-finanziario aggiornato, gli atti della concessione, la documentazione ambientale e gli ulteriori elementi richiesti dalla normativa del 2026. Prima della delibera è previsto anche il parere del Nars, il Nucleo di consulenza competente sulla regolazione dei servizi di pubblica utilità.

I pareri già raccolti nel 2026

Buona parte del lavoro tecnico risulta comunque conclusa. Il nuovo accordo di programma ha ottenuto il visto della Corte dei conti nel maggio 2026. Il 27 maggio è arrivato il parere favorevole dell'Autorità di regolazione dei trasporti sul piano economico-finanziario, la stessa Autorità davanti alla quale Salvini è intervenuto ieri in videocollegamento, in occasione della presentazione della relazione annuale al Senato. Il 6 agosto il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha dato il via libera alla progettazione esecutiva, e nella stessa data il Consiglio dei ministri ha approvato la relazione Iropi sulle ragioni imperative di rilevante interesse pubblico, prevista dalla direttiva Habitat. Sempre il 4 agosto, secondo la concessionaria, la Commissione europea ha confermato la corretta applicazione della normativa comunitaria sugli appalti rispetto all'aggiornamento del contratto con il contraente generale.

Passaggi che riducono i nodi da sciogliere, ma non sostituiscono la nuova decisione del Cipess: è proprio la somma di documenti tecnici, finanziari e ambientali già acquisiti a rendere il progetto «avanzato», come lo ha definito Salvini, senza che questo equivalga a cantieri già autorizzati a partire.

Il nodo Sicilia-Calabria, secondo Salvini

Al Senato il ministro ha inquadrato l'opera dentro una cornice più larga, quella dei cantieri stradali e ferroviari già aperti nelle due sponde dello Stretto. Con 30 miliardi di euro di lavori in corso tra Sicilia e Calabria, ha detto Salvini, non riuscire a colmare i tre chilometri che separano l'isola dal continente «non avrebbe nessun senso dal punto di vista economico, trasportistico, infrastrutturale e logistico». Un argomento che il ministro lega anche alla linea ferroviaria ad alta velocità in progettazione fino a Reggio Calabria, che secondo Salvini renderebbe ancora più stridente l'assenza del collegamento stabile sullo Stretto.

Che cosa dovrà approvare il Cipess

Il nuovo esame dovrà riguardare gli atti necessari all'approvazione del progetto definitivo, compreso il piano economico-finanziario modificato dopo l'istruttoria. Il costo complessivo indicato dalla società è di 13,532 miliardi di euro: 13,162 miliardi di risorse pubbliche e 370 milioni derivanti dall'aumento di capitale sottoscritto dal Ministero dell'Economia nel 2023. La delibera è decisiva anche perché costituisce il presupposto per la dichiarazione di pubblica utilità e per le procedure sulle aree interessate, in Sicilia come in Calabria.

Dopo il Cipess, di nuovo la Corte dei conti

Come ha ricordato lo stesso Salvini, l'approvazione del Comitato non coinciderà con l'apertura immediata di tutti i cantieri. La nuova delibera dovrà essere trasmessa alla sezione competente della Corte dei conti per il controllo preventivo di legittimità: solo con il visto, e la conseguente efficacia dell'atto, sarà superato il passaggio che aveva fermato il procedimento nel 2025. La disciplina del 2026 prevede poi che, dopo l'acquisto di efficacia dell'accordo di programma e della delibera Cipess, il Ministero possa sottoscrivere con Stretto di Messina un nuovo atto aggiuntivo alla convenzione, anch'esso sottoposto al controllo della magistratura contabile.

Che cosa significherebbe davvero «avvio dei cantieri»

Se l'iter si chiudesse entro l'anno, come si augura il ministro, la prima attività non sarebbe la posa dell'impalcato sullo Stretto, ma la progettazione esecutiva e le opere anticipate: aree e campi base, piste di cantiere, bonifica da eventuali ordigni bellici, risoluzione delle interferenze con reti e sottoservizi. Gli atti aggiuntivi firmati nel 2025 con il contraente generale Eurolink, guidato da Webuild, con Parsons per il controllo del progetto, con Edison Next Environment per il monitoraggio ambientale e con Marsh per gli aspetti assicurativi, sono destinati a riprendere efficacia con la delibera Cipess e con la rinuncia definitiva ai contenziosi prevista dagli accordi.

Il cronoprogramma aggiornato indica sette anni e mezzo di lavori e l'apertura al traffico nel 2034. Ma, come lascia intendere lo stesso Salvini quando distingue tra il suo obiettivo politico e l'indipendenza della Corte dei conti, la catena da completare resta precisa: conclusione dell'istruttoria, parere sul piano finanziario, nuova delibera Cipess, controllo contabile, efficacia degli atti concessori. Il vero spartiacque, per la Sicilia, non sarà un annuncio da una fiera di Berlino: sarà la registrazione senza rilievi dell'intero impianto amministrativo.