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La grande opera

Ponte sullo Stretto, Webuild ci crede: cerca già ingegneri e operai. E indica mansioni e Ral

Si va dagli ingegneri civili alle figure amministrative: sul sito dell'azienda, che opera per conto del consorzio Eurolink, i dettagli. Le candidature non hanno indicate scadenze

23 Settembre 2026, 15:44

15:50

Ponte Stretto

Ponte Stretto

Webuild, alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, ci crede. A tal punto che ha pubblicato sul proprio sito negli ultimi giorni ben 18 annunci per varie posizioni lavorative.

Le figure professionali ricercate dal consorzio Eurolink, di cui Webuild fa parte e per conto del quale ha avviato le selezioni, spaziano dai profili operativi “junior” ai ruoli manageriali e direttivi, con retribuzioni lorde annue (Ral) che partono da una fascia di 35.000-44.000 euro per le mansioni analitiche, fino a raggiungere i 75.000-100.000 euro per le posizioni ingegneristiche più complesse e di alta responsabilità.

Il luogo di lavoro non è circoscritto alla sola città di Messina: molte delle risorse saranno dislocate anche presso i cantieri di Reggio Calabria, mentre per i ruoli amministrativi, finanziari e di coordinamento è previsto un inserimento iniziale presso la sede di Roma, con successivo trasferimento stabile nei siti di progetto. Le candidature devono essere inoltrate direttamente attraverso il portale web ufficiale di Webuild, sebbene i testi degli annunci non specifichino una scadenza temporale per l'invio delle domande. Tra le figure ci sono, ad esempio: ingegnere civile marittimo, responsabile IT, responsabile finanza e assicurazioni, ispettore controllo ambientale, contabile e responsabile amministrativo, fino a figure ingegneristiche come detto "junior".

Il progetto del Ponte sullo Stretto, che sarebbe il più lungo del mondo tra quelli a campata unica con oltre tre chilometri, come noto è in una fase di stallo. I costi, dal 2023 - quando il governo Meloni ha riassegnato il progetto a Eurolink - sono  lievitati da gli iniziali stimati 3,8 miliardi iniziali a oltre 10,5 miliardi di euro, anche per via dei rincari di energia e materie prime. In questo scenario, il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha recentemente espresso un parere favorevole al progetto, ma fortemente condizionato. L'organo tecnico ha infatti giudicato "non conformi agli standard attuali" le indagini geologiche allegate, pretendendo nuovi e più stringenti approfondimenti prima dell'approvazione definitiva, trattandosi di un'area storicamente esposta a un rischio sismico altissimo. In totale i "nodi" tecnici da sciogliere sono oltre 360.