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GLI ESEMPI

Pensione nel 2029: come capire se i nuovi requisiti cambiano la tua data di uscita

Le soglie già fissate per il 2027 e il 2028, le stime per il 2029 e quattro casi per confrontare età e contributi senza scambiare una previsione per una data certa

23 Settembre 2026, 18:29

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Pensione nel 2029: come capire se i nuovi requisiti cambiano la tua data di uscita

Due persone nate a un anno di distanza possono leggere la stessa notizia sui 67 anni e sei mesi e arrivare a conclusioni opposte. Una potrebbe dover ricalcolare la propria uscita nel 2029; l’altra potrebbe raggiungere i requisiti già nel 2028. La differenza non sta solo nella data di nascita: contano i contributi, la strada scelta per andare in pensione e, soprattutto, quali aumenti sono già decisi e quali sono ancora stime.

Il primo controllo è distinguere ciò che è già stabilito da ciò che è soltanto previsto. Per la pensione di vecchiaia, il requisito è 67 anni nel 2026, 67 anni e un mese nel 2027 e 67 anni e tre mesi nel 2028. La stima riportata dalle tabelle della Ragioneria generale dello Stato sale a 67 anni e sei mesi nel 2029 e a 67 anni e otto mesi nel 2031. Questi ultimi valori, però, non sono ancora requisiti definitivi: dipendono dai successivi adeguamenti alla speranza di vita. La circolare Inps che disciplina il biennio 2027-2028 indica infatti, dal 2029, il requisito già acquisito di 67 anni e tre mesi, precisando che dovrà essere ulteriormente adeguato.

Il confronto da fare sulla propria data

Per capire se la stima del 2029 può riguardarti, parti dalla data in cui compirai 67 anni e aggiungi i mesi richiesti nell’anno in cui potresti maturare il diritto, non quelli previsti oggi. Poi verifica se a quella data avrai anche i contributi necessari. Per la via ordinaria della pensione di vecchiaia servono generalmente 20 anni di contributi; per chi ha iniziato a versare dal 1996 è prevista anche una condizione sull’importo della pensione. Senza il requisito contributivo, raggiungere l’età non basta.

C’è un secondo passaggio, spesso trascurato: confrontare la vecchiaia con la pensione anticipata ordinaria. Questa dipende dagli anni di contributi, non dal compimento di una determinata età. Chi raggiunge prima il requisito contributivo potrebbe non dover attendere la soglia anagrafica stimata per il 2029. Nei casi ordinari, inoltre, maturare il requisito e ricevere la prima rata non coincidono: per l’anticipata è prevista una finestra di tre mesi, con regole di decorrenza differenti per alcune gestioni pubbliche.

Quattro esempi per orientarsi

Una lavoratrice nata il 1° gennaio 1962, con almeno 20 anni di contributi, compie 67 anni il 1° gennaio 2029. Se per quell’anno sarà confermata la soglia stimata di 67 anni e sei mesi, raggiungerà il requisito anagrafico il 1° luglio 2029: sei mesi dopo il compleanno. Non è, però, una data di pensionamento garantita oggi. Occorre verificare sia il requisito che sarà effettivamente fissato per il 2029 sia la sua posizione contributiva.

Un lavoratore nato il 1° gennaio 1961, sempre con almeno 20 anni di contributi, compie invece 67 anni all’inizio del 2028. Per quell’anno il requisito già definito è 67 anni e tre mesi: nel suo caso la verifica dell’età porta al 1° aprile 2028. Applicargli automaticamente i 67 anni e sei mesi ipotizzati per il 2029 sarebbe un errore: conta l’anno in cui si perfezionano le condizioni previste dalla norma.

Un uomo di 63 anni con 42 anni e otto mesi di contributi all’inizio del 2028, se continuerà ad accumularli senza interruzioni, può guardare soprattutto all’anticipata ordinaria. Nel 2028 il requisito per gli uomini è 43 anni e un mese: nell’esempio, gli mancherebbero cinque mesi di contribuzione, non il tempo necessario a compiere l’età della vecchiaia. Il diritto andrebbe comunque verificato sull’estratto conto; per la decorrenza della pensione si aggiunge, nel caso ordinario, la finestra prevista.

Una donna di 63 anni con 41 anni e otto mesi di contributi all’inizio del 2028 si trova in una situazione analoga, ma con un requisito inferiore di un anno: nel 2028, per l’anticipata ordinaria, alle donne sono richiesti 42 anni e un mese. Anche qui, con versamenti continui, la distanza teorica è di cinque mesi. Non significa che tutte le lavoratrici possano uscire un anno prima per età: la differenza riguarda il requisito contributivo di questa specifica forma di pensione.

Gli esempi sono calcoli orientativi, costruiti su carriere senza interruzioni e sulle regole indicate. Nella vita reale, una pausa lavorativa, contributi non ancora registrati o versamenti in più gestioni possono modificare il risultato.

Che cosa sappiamo dell’anticipata nel 2029

Anche il requisito contributivo dell’anticipata è destinato a essere adeguato. Nel 2027 serviranno 42 anni e 11 mesi agli uomini e 41 anni e 11 mesi alle donne; nel 2028 le soglie diventeranno rispettivamente 43 anni e un mese e 42 anni e un mese. Nelle proiezioni riportate dall’articolo sulle tabelle della Ragioneria, per il 2029 si arriva a 43 anni e quattro mesi per gli uomini e 42 anni e quattro mesi per le donne; per il 2031, a 43 anni e sei mesi e 42 anni e sei mesi. La distanza di un anno tra i due requisiti resta, ma i valori dal 2029 devono essere letti come stime, non come soglie già definitivamente fissate.

Questo è particolarmente importante per chi pensa di raggiungere i contributi necessari a cavallo tra 2028 e 2029. Se il requisito sarà perfezionato nel 2028, il confronto va fatto con la soglia di quell’anno; se sarà raggiunto solo nel 2029, occorrerà conoscere il nuovo valore effettivo. Perciò aggiungere semplicemente tre mesi alla propria vecchia previsione di uscita può dare un risultato sbagliato.

Prima di segnare una data sul calendario

Il punto di partenza concreto è l’estratto conto contributivo Inps: mostra i versamenti da lavoro e quelli figurativi, volontari o da riscatto, suddivisi per gestione. Se emergono periodi mancanti o dati errati, l’Inps mette a disposizione anche un servizio per chiederne la rettifica. Da lì si possono confrontare le diverse strade di uscita con una storia lavorativa più attendibile, invece di basarsi soltanto sull’anno di nascita.

Per una prima esplorazione, Pensami mostra le possibili forme di accesso alla pensione a partire da dati anagrafici e contributivi, ma non indica l’importo dell’assegno. La mia pensione futura usa invece età, storia lavorativa e retribuzione o reddito per simulare la pensione. Sono strumenti utili per individuare le domande giuste; una proiezione per il 2029 resta comunque soggetta alla conferma dei requisiti futuri.

Infine, non tutte le carriere seguono lo schema ordinario degli esempi. Per alcune attività gravose o particolarmente faticose e pesanti, l’Inps indica esenzioni dagli adeguamenti del biennio 2027-2028; sono previste regole specifiche anche per lavoratori precoci in determinate condizioni. Chi ritiene di rientrare in queste categorie deve verificare i requisiti della propria misura prima di applicare alla sua situazione le soglie generali. La domanda decisiva non è soltanto «quanti anni avrò nel 2029?», ma quale requisito potrò maturare per primo, con i contributi che risultano davvero versati?