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Il progetto

Nasce una rete mediterranea delle Aree marine protette: Sicilia e Tunisia unite per una nuova governance

A Messina riuniti docenti, istituzioni ambientali e delegazioni estere con l'obiettivo è creare modelli condivisi che integrino tutela della biodiversità, partecipazione delle comunità e sviluppo locale sostenibile

25 Settembre 2026, 08:38

08:40

Nasce una rete mediterranea delle Aree marine protette: Sicilia e Tunisia unite per una nuova governance

Costruire una rete solida delle Aree marine protette del Mediterraneo e sviluppare principi e prassi amministrative condivise, mettendo a confronto le esperienze maturate sulle due sponde del "Mare Nostrum", tra la Sicilia e la Tunisia. È questa la prospettiva centrale delineata durante l'incontro istituzionale e scientifico promosso a Messina nell'ambito di GoInAMP-Med, un progetto finanziato dal Programma Interreg Next Italia-Tunisia. I lavori, ospitati nella Sala Senato dell'Università degli Studi di Messina e introdotti dal prorettore Antonino Germanà, hanno visto la partecipazione del Dipartimento di Giurisprudenza ‘Salvatore Pugliatti’ in veste di partner, oltre a rappresentanti delle Agenzie regionali per la protezione ambientale e a una qualificata delegazione tunisina. Come ha sottolineato Germanà, il progetto si inserisce in una più ampia strategia di internazionalizzazione dell'ateneo, consolidando relazioni decennali e aprendo a nuove forme di collaborazione tra mondo accademico, istituzioni e territori.

A fare il punto sul percorso scientifico e sulle sfide future è stata la professoressa Vittoria Berlingò, ordinario di Diritto amministrativo e responsabile scientifica del progetto. L'unità di ricerca sta lavorando sui modelli di governance per individuare pratiche amministrative condivise e adattabili, concentrandosi su aspetti urgenti come la governance collaborativa, l'innovazione tecnologica nel monitoraggio ambientale e lo sviluppo locale sostenibile. Berlingò ha auspicato che le relazioni costruite dal progetto possano trasformarsi in forme stabili di cooperazione, ricordando l'importanza di formare nuove competenze giuridiche per accompagnare le transizioni ambientale e digitale. Un aspetto, quest'ultimo, rimarcato dalla professoressa Anna Romeo, che ha evidenziato come le Aree Marine Protette debbano essere considerate non solo luoghi di conservazione, ma veri e propri laboratori di innovazione territoriale, interpretando così la Terza Missione dell'Università di far circolare la conoscenza e costruire legami con le comunità locali.

Di grande rilievo è stato il confronto diretto con la delegazione estera, formata da esponenti dei ministeri e delle agenzie ambientali tunisine. Imed Ben Yakhlef, direttore amministrativo dell'Agence Nationale de Protection de l'Environnement, ha valorizzato lo scambio di esperienze tra sistemi differenti ma complementari, sottolineando come in Tunisia la governance coinvolga già una pluralità di soggetti pubblici e organizzazioni della società civile. Il dialogo ha visto anche gli interventi di importanti figure del settore ambientale siciliano, tra cui il direttore generale di Arpa Sicilia, Vincenzo Infantino, e i vertici di diverse Aree Marine Protette. Il messaggio emerso dall'incontro messinese è chiaro: la futura rete mediterranea non dovrà limitarsi alla tutela della biodiversità, ma puntare a diventare una vera e propria rete di conoscenza, dove amministrazioni, enti gestori e comunità possano condividere metodologie e buone pratiche per la gestione sostenibile del patrimonio marino.