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Lavoro

Legare l'aumento dei salari all'inflazione, la proposta di Landini: «Non è il ritorno alla scala mobile»

Il leader della Cgil spinge per un meccanismo contrattuale annuo a tutela del potere d'acquisto. Ribadita anche la necessità di ridurre il carico fiscale su dipendenti e pensionati

25 Settembre 2026, 10:02

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Legare l'aumento dei salari all'inflazione, la proposta di Landini: «Non è il ritorno alla scala mobile»

Introdurre una regola generale che garantisca, a livello contrattuale e con cadenza annuale, il recupero del potere d'acquisto dei salari in base all'andamento dell'inflazione. È questa la proposta ribadita dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, durante il suo intervento alla trasmissione Agorà su Rai3. Il leader sindacale ha evidenziato che la misura rappresenta un punto cardine della piattaforma elaborata unitariamente da Cgil, Cisl e Uil, e si trova attualmente al centro dell'interlocuzione con il mondo delle imprese.

Landini ha tenuto a precisare che l'iniziativa non rappresenta un ritorno alla vecchia scala mobile, ma mira a estendere un sistema già adottato con successo in alcuni settori, come quello metalmeccanico, del legno e della chimica. «In queste ore stiamo discutendo con tutte le nostre controparti per introdurre una regola generale per cui non sia più possibile che un’impresa non rinnova il contratto ma si preveda un meccanismo per cui annualmente ci sia una rivalutazione del salario in base almeno all’inflazione», ha spiegato il segretario. Rispondendo ai dubbi su eventuali parallelismi col passato, ha chiarito: «No, non è così». Ha poi ricordato come in diversi accordi sia già stabilito che, qualora l'inflazione reale superi l'aumento concordato, scatti un meccanismo di salvaguardia per recuperare la perdita, ribadendo il principio secondo cui il salario non debba mai scendere al di sotto del costo della vita. La richiesta è attualmente sul tavolo delle associazioni imprenditoriali, con le quali le trattative proseguiranno nel corso di un nuovo incontro fissato per lunedì prossimo.

Oltre al tema degli adeguamenti retributivi, il leader della Cgil ha posto un forte accento sull'urgenza di intervenire sul drenaggio fiscale. Landini ha infatti invocato una decisa riduzione «della tassazione che oggi c'è sui lavoratori dipendenti, sui pensionati», sostenendo che l'attuale sistema debba essere profondamente riformato poiché, allo stato attuale, queste categorie «pagano più tasse di quello che dovrebbero pagare».