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Rincari

Carburanti restano alle stelle: il diesel in autostrada sfiora 2,5 €/l. Urso: «Possibile aumentare la produzione di carburante»

I prezzi aggiornati e forniti dal Mimit. Per il ministro del ramo la scelta di Eni viene definita responsabile

27 Settembre 2026, 11:14

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Carburanti restano alle stelle: il diesel in autostrada sfiora 2,5 €/l. Urso: «Possibile aumentare la produzione di carburante»

Nuovi rincari per i carburanti, tanto sulla rete ordinaria quanto in autostrada. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla base degli ultimi rilievi dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, comunica che oggi, domenica 27 settembre 2026, il prezzo medio in modalità self sulla rete stradale nazionale è di 2,159 euro al litro per la benzina (da 2,158 di ieri) e 2,377 euro al litro per il gasolio (da 2,357).

Sulle autostrade il diesel si avvicina alla soglia dei 2,5 euro al litro: la media del self è di 2,254 euro per la benzina (ieri 2,252) e 2,459 euro per il gasolio (da 2,439).

“Apprezziamo la scelta responsabile dell’Eni e auspichiamo che altri seguano l’esempio. A dimostrazione dell’autorevolezza di questo governo e della credibilità che si è conquistata nel campo. Senza forzature”, afferma il ministro Adolfo Urso in un’intervista a Repubblica. Alla domanda se sia possibile incrementare la produzione di carburanti, Urso risponde: “Penso di sì, tanto più che in questi anni abbiamo preservato le raffinerie italiane, mentre altri in Europa continuavano a chiuderle: basti evidenziare quanto abbiamo fatto per salvaguardare la prima raffineria italiana, l’Isab di Priolo, con il primo decreto della legislatura e accompagnandola ora nel ritorno in mani italiane. Lo stesso abbiamo fatto, esercitando con sapienza la golden power, nel passaggio di proprietà di Saras e IP. Aggiungo che siamo avanti rispetto ad altri Paesi europei anche per quanto riguarda le bioraffinerie. A breve inaugureremo anche il cantiere di Eni Versalis a Priolo”. E sul tema della riduzione degli impianti in Europa, il ministro conclude: “Sì. Altri lo hanno fatto, noi abbiamo difeso quel che avevamo, anche perché abbiamo capito prima di altri che la sicurezza energetica ed economica diventa prevalente in un mondo in cui prevale il conflitto”.