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energia

Caro carburanti, nel giorno in cui in Sicilia si fermano i motori come evitare di spendere quasi 30 euro in più

Una simulazione spiega perché il costo di un pieno e quello di un viaggio non sono la stessa cosa

28 Settembre 2026, 08:05

08:10

Carburante, come evitare di spendere quasi 30 euro in più ogni 1.000 km

Come risparmiare 30 euro ogni pieno con tre trucchi gratis

Motori spenti in Sicilia a causa del caro carburante, gli imprenditori agricoli fanno si fanno sentire scattano gli sconti che Eni e Ip hanno programmato per andare incontro agli automobilisti. 

Il dato sui prezzi aiuta a capire perché anche pochi decimi di litro per cento chilometri meritino attenzione. Secondo i calcoli della Cgia di Mestre riportati nell’articolo di partenza, nell’agosto 2026 benzina e gasolio risultavano più cari, rispettivamente, del 19,3% e del 21,5% rispetto al 2025. Ma c'è anche un metodo per poter risparmiare. L’auto è una diesel con serbatoio da 50 litri; il consumo di riferimento è 20 km/l, equivalenti a 5 l/100 km; il gasolio costa, per ipotesi, 2,20 euro al litro. Con queste premesse un pieno costa 110 euro e permette, sulla carta, di percorrere 1.000 km.

I quasi 30 euro evocati dalla simulazione non vengono sottratti magicamente al prezzo di un pieno da 50 litri: se il litro costa 2,20 euro, quei 50 litri costano comunque 110 euro. È la spesa per fare gli stessi 1.000 km che può aumentare se l’auto consuma di più. Oppure, guardando il problema dall’altro lato, è la distanza percorribile con gli stessi 50 litri che diminuisce.

La pressione degli pneumatici è una regolazione poco visibile nella guida quotidiana, ma incide sulla resistenza al rotolamento. Quando è troppo bassa, lo pneumatico si deforma maggiormente e per avanzare serve più energia.  Il controllo utile è semplice, ma va fatto nel modo giusto. Si cercano i valori indicati dal costruttore dell’auto — nel manuale, sul montante della portiera o all’interno dello sportellino del carburante — e si sceglie l’indicazione corrispondente al carico effettivo. Le pressioni previste per assale anteriore e posteriore possono essere diverse; lo stesso vale per l’auto scarica e quella con passeggeri e bagagli. 

Su un’auto con cambio manuale, accelerare continuando a usare un rapporto basso quando il motore potrebbe lavorare bene con quello superiore significa, in genere, aumentare inutilmente il regime. Cambiare prima può ridurre i consumi, ma non esiste un numero di giri universale: contano motore, rapporto inserito, pendenza, carico e richiesta di accelerazione. La differenza pratica è fra guidare a basso regime e «soffocare» il motore. In piano, a velocità costante, una marcia superiore può essere appropriata; in salita, durante un sorpasso o entrando in una strada a scorrimento veloce può servire invece una risposta più pronta.

Un semaforo rosso è già visibile in fondo al rettilineo, ma si continua ad accelerare per poi frenare vicino alla linea d’arresto. Oppure, in coda, si chiude ogni spazio appena compare, salvo arrestarsi subito dopo. Sono situazioni in cui una parte dell’energia spesa per aumentare la velocità viene dissipata nella frenata. Una guida più regolare non richiede di procedere lentamente in ogni circostanza: richiede di guardare avanti, mantenere una distanza adeguata e lasciare che l’andamento del traffico orienti per tempo l’uso dei pedali.