l'intervista
Urso: tetto ai prezzi e golden power. «Ora l'Europa cambi le regole per salvare le raffinerie italiane»
Il ministro parla di autonomia energetica in un momento nevralgico per i consumatori
In un’intervista a Il Resto del Carlino, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso accoglie con favore la scelta di Ip di fissare un tetto ai prezzi dei carburanti, in linea con quanto già fatto da Eni. «Un ottimo segnale per gli automobilisti ma anche un ottimo riscontro per la nostra Italia sempre più considerata nel mondo. Credo che la decisione assunta per il nostro Paese (da Socar, ndr) sia frutto anche del partenariato strategico tra Italia e Azerbaigian che abbiamo coltivato in questi anni e, nel contempo, il riscontro della credibilità del governo italiano. Mi auguro che anche altri operatori seguano. In settimana mi vedrò con il ministro dell’economia Jabarov».
Interpellato sulla tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere, il ministro chiarisce la linea dell’esecutivo: «Sì, se l'intervento di Eni e Ip avrà significativi riscontri nel calmierare i prezzi dei carburanti, faremo solo interventi mirati, come sull'autotrasporto. Siamo comunque pronti a fronteggiare altre emergenze, come quelle che potrebbero determinarsi ove gli Stati Uniti decidessero il blocco dell’export di gasolio anche nei confronti della Ue». Urso rivendica inoltre la strategia di tutela degli impianti nazionali di raffinazione: «Ora tutti comprendono perché in questi anni abbiamo tutelato le nostre raffinerie, a cominciare dall’Isab di Priolo, una delle più grandi in Europa, e apposto la golden power a tutela delle altre quando sono state acquisite da operatori stranieri. Ora chiediamo all’Europa di cambiare il quadro regolatorio per consentire che restino competitive e possano aumentare la produzione».
Quanto alle attese dal tavolo con le raffinerie, il ministro indica gli obiettivi: «Tre cose. Aumentare la produzione nel nostro Paese, accelerare sulla strada delle bioraffinerie, su cui siamo già leader in Europa, e condividere con le imprese un progetto di revisione delle norme europee per rendere sostenibile nel tempo la raffinazione in Europa, assolutamente necessario per la nostra autonomia strategica», conclude Urso.