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il caso

Carburanti, Assopetroli lancia l'ultimatum: «Prezzi calmierati per tutti o i privati affondano»

L'esclusione della rete indipendente dai tagli di listino rischia di spezzare il mercato mentre si avvicina il fermo dei tir e la protesta dei taxi

28 Settembre 2026, 19:58

20:00

Carburanti, Assopetroli lancia l'ultimatum: «Prezzi calmierati per tutti o i privati affondano»

Spaccatura nel mercato dei carburanti: il confronto si sposta dalle pompe alle forniture primarie. Nel giorno dell’avvio delle iniziative volontarie per contenere i prezzi alla pompa, Assopetroli-Assoenergia lancia l’allarme più severo e chiede al governo l’apertura immediata di un tavolo negoziale per estendere le tariffe calmierate all’intero comparto dell’ingrosso. Secondo l’associazione, l’attuale impianto rischia di discriminare la filiera: limitare i prezzi calmierati ai distributori delle grandi compagnie lascia scoperte ampie fasce di famiglie e imprese e, al contempo, mette a rischio la sopravvivenza degli operatori indipendenti. La disparità competitiva appare evidente osservando la struttura della rete distributiva.

Marchi come Eni ed Enilive hanno fissato tetti massimi a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio; si aggiungono i primi sconti di Socar-Ip su 300 stazioni di servizio. Nel complesso, tuttavia, gli interventi coprono circa 4.100 distributori su oltre 20.000 impianti attivi in Italia. Palazzo Chigi tenta di ampliare la platea verificando, sul piano diplomatico, il coinvolgimento del gruppo kuwaitiano Q8. Ma per chi gestisce pompe private e impianti indipendenti la spinta delle compagnie maggiori rischia di trasformarsi in una distorsione insostenibile. Una preoccupazione condivisa dal presidente di Figisc Confcommercio, Bruno Bearzi, secondo cui una larga parte della rete non è strutturalmente in grado di competere con i prezzi calmierati del “Cane a sei zampe”.

L’urgenza segnalata da Assopetroli-Assoenergia si intreccia con un quadro di forte tensione sociale e logistica. Le rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) indicano leggere flessioni medie — benzina a 2,152 euro/litro e gasolio a 2,369 euro/litro — ma i costi complessivi restano elevati. Ai timori di carenze e di scorte in esaurimento negli impianti presi d’assalto si somma la mobilitazione delle categorie produttive. In assenza di garanzie ed estensioni delle tutele a tutti i livelli della distribuzione, il Comitato autotrasportatori siciliani ha confermato il fermo totale delle attività per cinque giorni consecutivi a partire dal 16 ottobre, mentre i tassisti valutano uno sciopero generale se l’esecutivo non aprirà un tavolo di confronto immediato.