Intelligenza artificiale
Dietro il rosso di Claude: perché Anthropic perde 42 miliardi ma vale quasi mille miliardi
Un'analisi dei documenti riservati per l'offerta pubblica iniziale rivela la distanza tra svalutazioni cartolari e cassa reale
Una società può accrescere enormemente il proprio valore per gli investitori e, al contempo, registrare in bilancio una perdita colossale. È il paradosso che accompagna Anthropic, la casa di Claude, finita sotto i riflettori dopo la diffusione dei dati contenuti nel prospetto preliminare alla quotazione. Secondo un documento riservato esaminato da Reuters e reso noto il 28 settembre 2026, l’impresa avrebbe chiuso il 2025 con ricavi intorno a 4,6 miliardi di dollari, a fronte di una perdita netta prossima ai 42 miliardi e di un risultato operativo negativo superiore agli 8 miliardi.
La cifra-monstre di 42 miliardi, pur clamorosa, non equivale a cassa effettivamente uscita. Il “paradosso” dei 42 miliardi: la rivalutazione dei finanziamenti Per cogliere la natura del bilancio occorre distinguere gli oneri meramente contabili dai costi industriali legati allo sviluppo e all’erogazione dei servizi di IA. La componente decisiva del maxi-rosso è rappresentata da un onere di circa 34 miliardi di dollari, generato dall’aumento del valore stimato dei finanziamenti convertibili in azioni. Come rilevato dalle analisi di Reuters e Forbes, numerosi apporti di capitale da parte di grandi investitori, fra cui Amazon e Google, sono stati strutturati con strumenti convertibili. Con il balzo della valutazione complessiva di Anthropic, è cresciuto in parallelo il valore dei titoli azionari sottostanti a tali strumenti, obbligando il gruppo a registrare un maggior debito potenziale.
In base ai principi contabili statunitensi, questo incremento si traduce in un costo a conto economico, pur senza comportare esborsi verso fornitori o dipendenti. L’ascesa della valutazione ha dunque prodotto, per controintuitivo effetto, una perdita contabile di dimensioni eccezionali. Il deficit operativo da 8 miliardi: il nodo industriale Epurate le poste non monetarie, emerge la dimensione industriale di Anthropic: un disavanzo operativo superiore a 8 miliardi nel 2025. Si tratta del capitale assorbito per sostenere la struttura organizzativa, remunerare il personale di ricerca e, soprattutto, acquistare la gigantesca capacità di calcolo necessaria per addestrare ed eseguire Claude.
Come ricordano le linee guida della SEC, il risultato operativo non coincide automaticamente con i deflussi di cassa. Per quantificare la liquidità effettivamente consumata occorre esaminare il rendiconto finanziario dei flussi di cassa, che riconcilia le componenti economiche figurative con incassi e pagamenti reali. Resta però aperta la domanda cruciale per il mercato: la crescita commerciale sarà in grado di assorbire e superare costi strutturali di tale entità?
Il prospetto visionato da Reuters indica impegni pluriennali per cloud, calcolo e infrastrutture pari a 518 miliardi di dollari e prepara lo sbarco in borsa con una valutazione obiettivo potenzialmente superiore ai 2.000 miliardi. Mentre Wall Street osserva con attenzione, la lettura rigorosa dei documenti contabili conferma la duplice natura del bilancio di Anthropic: la perdita da 42 miliardi è in gran parte frutto di una rettifica figurativa legata all’apprezzamento delle valutazioni societarie. La vera scommessa per gli investitori sarà verificare se l’esplosione dei ricavi saprà trasformare il colosso dell’IA in un’attività stabilmente redditizia.