transizione
Università e territorio, a Catania nasce lo "Sportello energia" per orientare imprese e famiglie
La sede a Palazzo dell’Etna in via San Nullo. «Trasformare la sostenibilità in scelte concrete»
Si fa un gran parlare di transizione energetica. Se ne parla nel dibattito pubblico, nei programmi delle istituzioni, nelle strategie industriali. Ma per molte persone il concetto legato a questa espressione resta distante dalla vita quotidiana. Diventa concreta solo quando una famiglia deve decidere come ridurre i consumi; quando un’impresa cerca di comprendere dove utilizza più energia e quali interventi debba fare per ridurre il costo del processo; quando un’amministrazione deve programmare investimenti negli edifici e nei servizi pubblici. In questi casi servono informazioni fondate. Solo chi dispone di solide competenze tecnico-scientifiche può rendere comprensibile il percorso da intraprendere trasferendo agli interessati la capacità di distinguere una soluzione utile da una che non lo è.
Lo “Sportello energia” dell’Università, progetto sostenuto e condiviso dal rettore Enrico Foti, è stato presentato e aperto con l’intervento di Rosario Lanzafame, ordinario di Sistemi per l’Energia e l’Ambiente e delegato del rettore per l’Energia e da Margherita Ferrante, ordinaria di Igiene generale e applicata. Nasce per rispondere alle aspettative della comunità offrendo un orientamento gratuito e strategico a imprese, famiglie e comunità sulla transizione energetica e sull’uso razionale e responsabile dell’energia, nonché una mappa degli strumenti e delle agevolazioni finanziarie pubbliche cui attingere alla bisogna. Ha sede nel Palazzo dell’Etna, in via San Nullo 5 (primo piano, sala networking) e sarà aperto ogni giovedì del mese dalle 15 alle 18.
«La ricerca - spiega a La Sicilia Lanzafame, coordinatore dello sportello - ci abitua a porre domande, verificare ipotesi, confrontare risultati e riconoscere i limiti delle conoscenze disponibili. Esportare questo metodo fuori dalle aule e dai laboratori significa aiutare le persone a orientarsi in una materia in costante evoluzione che perciò, ancor più, spesso appare complessa e frammentata».
L’iniziativa rientra tra le attività di Terza Missione dell’Ateneo, che mette le competenze scientifiche e tecniche al servizio del territorio per generare valore oltre l’ambito accademico e favorire la corretta informazione, priva di posizioni preconcette, rafforzando la sensibilità verso la sostenibilità delle attività energetiche.
La crisi climatica ci impone di ridurre progressivamente la dipendenza dalle fonti fossili. Allo stesso tempo, il costo dell’energia e la necessità di utilizzare al meglio le risorse, incidono drammaticamente sull’economia delle famiglie, sulla competitività delle attività produttive e sui bilanci delle amministrazioni pubbliche. Sono questioni ambientali, economiche e sociali intimamente connesse.
«Il primo risultato che ci proponiamo di ottenere è una migliore comprensione dei fabbisogni energetici delle diverse categorie di utenti - aggiunge Lanzafame - una famiglia, una piccola impresa, un ente locale e un impianto industriale si avvicinano al tema dell’energia con domande differenti. Sarebbe poco utile offrire a tutti la stessa risposta».
«Un secondo elemento fondamentale - chiosa il docente - è l’indipendenza del metodo. In campo energetico esistono molte tecnologie, strumenti e incentivi. La loro utilità dipende dal contesto in cui vengono applicati. Per questo è importante fornire un’informazione corretta, sfrondata da preconcetti e posizioni ideologiche. Serve, infine, rendere la conoscenza accessibile a tutti».