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il caro energia

Gasolio, mossa strategica del G7: piano da 100 milioni di barili per abbattere i costi al distributore

Il progetto per liberare le riserve guidato dall'Aie con precedenza assoluta al diesel nei primi 20 giorni, ma il prezzo finale in Italia resta legato alla filiera e al fisco

02 Ottobre 2026, 18:43

18:50

Gasolio, mossa strategica del G7: piano da 100 milioni di barili per abbattere i costi al distributore

Operazione straordinaria da 100 milioni di barili, tra greggio e gasolio, da riversare sul mercato in quattro mesi. È la risposta d’emergenza approvata dai Paesi del G7 per frenare la corsa dei prezzi dell’energia e assicurare la continuità degli approvvigionamenti alla pompa.

L’intervento, coordinato dall’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), parte immediatamente e prevede una corsia preferenziale: una quota significativa di diesel sarà resa disponibile dai membri e dai partner del G7 già entro i primi 20 giorni. A illustrare i capisaldi dell’intesa è stato il presidente francese Emmanuel Macron, che ha rimarcato come la priorità sia “portare sul mercato risorse pronte all’uso” per alleggerire le pressioni sulla rete di distribuzione. Perché il diesel è la priorità La scelta di privilegiare il gasolio discende da un’analisi dell’Aie che individua nei prodotti raffinati il vero collo di bottiglia dell’offerta.

Il diesel copre circa il 30% della domanda petrolifera globale. All’inizio di settembre 2026, le sue quotazioni negli Stati Uniti hanno superato i 200 dollari al barile (+94% rispetto ai livelli pre-conflitto), spingendo verso l’alto anche i listini europei e asiatici. Sul comparto pesano i minori flussi di export dai Paesi del Golfo e dalla Russia, scesi in agosto di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio, tra tensioni nello Stretto di Hormuz e fermate forzate nelle raffinerie russe.

Immettere solo greggio non è sufficiente: il petrolio va lavorato, mentre il gasolio è un prodotto finito che alimenta direttamente i trasporti. Per questo il G7 affiancherà al rilascio delle scorte il coordinamento delle manutenzioni negli impianti di raffinazione e l’impegno a evitare restrizioni all’export tra i Paesi membri.

Le riserve di emergenza rientrano negli obblighi Aie, che impongono ai membri di detenere scorte pari ad almeno 90 giorni di importazioni nette. L’azione del 2 ottobre si collega a un precedente storico: l’11 marzo 2026 l’Aie aveva concordato il rilascio di 400 milioni di barili, la più ampia operazione collettiva mai intrapresa. Il documento del G7 chiarisce che gli attuali 100 milioni non si sommano meccanicamente ai 400 milioni di marzo come risorsa aggiuntiva autonoma, ma rappresentano la prosecuzione e il completamento degli impegni assunti in primavera.

Un primo rapporto di monitoraggio sull’attuazione sarà presentato dall’Aie entro 20 giorni. Gli effetti alla pompa per gli automobilisti italiani L’annuncio del G7 è una boccata d’ossigeno per i mercati all’ingrosso, ma non implica un immediato taglio delle imposte né un ribasso fisso al litro per gli automobilisti italiani. Come ricordano le rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il prezzo alla pompa è l’esito di una filiera articolata: costo industriale della materia prima, margini di raffinazione e distribuzione, oltre a accise e IVA. Un calo delle quotazioni internazionali riduce il costo della componente industriale, ma non incide sulla fiscalità. In termini pratici: una diminuzione ipotetica di 5 centesimi al litro comporta un risparmio di 2,50 euro su un pieno da 50 litri; una flessione di 10 centesimi equivale a 5,00 euro in meno.