LE MISURE ALLO STUDIO
Case sempre più care, affitti in salita: l’emergenza abitativa non rallenta e il governo pensa a un piano
Aumentano anche le compravendite, sebbene il trend sia destinato a raffreddarsi per via del perdurare di tassi d’interesse elevati
Affitti e prezzi delle abitazioni continuano a crescere nell’Unione europea. Aumentano anche le compravendite, sebbene il trend sia destinato a raffreddarsi per via del perdurare di tassi d’interesse elevati. Mentre a Bruxelles prosegue il confronto su edifici green, affitti brevi e politiche abitative - con l’Italia, come altri Stati membri, sotto procedura d’infrazione - nel nostro Paese avanza il piano casa.
In vista della prossima legge di bilancio, il governo ha già annunciato misure mirate soprattutto ai giovani, tra cui una cedolare secca al 5% per i contratti di locazione di lungo periodo. Il tema, tuttavia, s’intreccia con quello dei salari bassi e del cosiddetto lavoro povero, al centro in questi giorni delle proteste in Spagna, che hanno messo in difficoltà l’esecutivo di Pedro Sánchez. Secondo Eurostat, nel secondo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni nell’Ue sono aumentati del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i canoni di locazione sono saliti del 3%.
Il quadro italiano è in linea con quello europeo. Confrontando il secondo trimestre con il primo del 2026, i valori delle case crescono dell’1,2% e gli affitti dello 0,7%. Considerando l’arco che va dal 2025 al secondo trimestre 2026, l’aumento è pari al 4,1% per le abitazioni e al 2,6% per i canoni. A livello nazionale, in 18 Paesi membri i prezzi delle case sono avanzati più rapidamente degli affitti confrontando il secondo trimestre 2026 con la media annua del 2025.
Eurostat segnala inoltre che nel 2025 le compravendite sono aumentate nella maggior parte dei Paesi per cui sono disponibili dati, rispetto al 2024. In Italia, invece, il mercato residenziale ha chiuso il terzo trimestre del 2026 con una lieve flessione dei prezzi dell’1,1%, attestandosi su una media di 2.031 euro al metro quadrato. Il bilancio tendenziale resta positivo: +3,3% su base annua rispetto a settembre 2025, con quotazioni stabili nel confronto mensile, secondo i dati di Idealista.
“Serve una formazione di qualità, un lavoro sicuro e stabile, una retribuzione adeguata, una casa a un prezzo equo. Tutto quello che precostituisce le condizioni per mettere su una famiglia”, ha affermato di recente la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha anticipato alcune ipotesi allo studio: “Una misura che potrebbe essere studiata, risorse finanziarie permettendo, sono incentivi per l’acquisto della prima casa per gli under36, l’estensione della possibilità di applicare l’Iva sulle operazioni di cessione e locazione di abitazioni poste in essere da società di compravendita e gestione immobiliare, la riduzione dell’aliquota Iva dal 10 al 5% per la locazione dei fabbricati residenziali (ovviamente ad eccezione degli immobili di lusso) e l’assimilazione agli immobili strumentali dei fabbricati residenziali locati dalle imprese di costruzione, perché oggi abbiamo una distinzione”.
Per Vincenzo de Tommaso, responsabile dell’ufficio studi di Idealista, “il calo registrato in questo trimestre in Italia riflette l’effetto ritardato della stretta monetaria della Bce: tassi di interesse ancora elevati si traducono in mutui più cari, riducono l’accessibilità al credito e frenano una parte della domanda potenziale, in particolare nelle aree periferiche e nei segmenti di fascia media. I capoluoghi mostrano invece una resilienza superiore alle attese”.