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Gasolio, finisce lo sconto sulle accise: rincaro da 3 euro a pieno, la mappa dei rincari
L'aumento fiscale di 6,1 centesimi al litro mette alla prova i portafogli degli italiani tra tetti commerciali ed esborsi immediati
Dal 6 ottobre 2026 si è chiusa la finestra di sconto fiscale sul gasolio. In assenza della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale necessario ad attivare il meccanismo delle accise mobili, l’aliquota sul diesel è tornata al livello ordinario. La ricaduta è immediata ai distributori: a parità di tutte le altre condizioni di mercato, un rifornimento da 50 litri costa 3,05 euro in più.
La scadenza del 5 ottobre ha segnato la fine dell’ultima riduzione temporanea dell’imposta. Con il ripristino dell’aliquota ordinaria a 672,90 euro per mille litri (circa 0,673 euro al litro), la componente fiscale sul gasolio aumenta di 6,1 centesimi al litro. Di questi, 5 centesimi derivano dal ritorno dell’accisa al valore a regime. I restanti 1,1 centesimi sono il riflesso del ricalcolo dell’IVA, che si applica anche sulla quota di accisa. L’effetto aritmetico sulla spesa degli automobilisti, ipotizzando invariati prezzi industriali e margini dei gestori, è proporzionale ai volumi: rifornimento da 40 litri: +2,44 euro; rifornimento da 50 litri: +3,05 euro; rifornimento da 60 litri: +3,66 euro.
Su base mensile, chi consuma 100 litri di gasolio registra un aggravio di 6,10 euro; per 200 litri l’incremento arriva a 12,20 euro.
La transizione dal precedente sconto fisso al nuovo strumento di salvaguardia si è arenata su un passaggio procedurale. Il meccanismo dell’accisa mobile — introdotto con la legge 244 del 2007 e poi aggiornato — consente di utilizzare il maggior gettito IVA generato dai rialzi internazionali del greggio per ridurre, in parallelo, l’imposta di fabbricazione sui carburanti. Tale dispositivo, però, non opera in via automatica. Per renderlo effettivo serve un decreto interministeriale del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), che definisca entità della riduzione, carburanti interessati e durata dell’intervento. Nella mattinata del 6 ottobre 2026 il provvedimento non risultava pubblicato in Gazzetta Ufficiale, creando un disallineamento temporale tra la cessazione del vecchio beneficio e l’avvio del nuovo. Un precedente recente Lo strumento era già stato attivato in estate: con il decreto ministeriale del 27 luglio 2026 l’aliquota sul gasolio era stata temporaneamente ridotta a 532,90 euro per mille litri, con efficacia limitata alle giornate del 28 e 29 luglio.