il caro energia
Diesel, il tetto sale a 2,25 euro: il Governo valuta le accise mobili ma il decreto resta al palo
La fine dell'agevolazione da sei centesimi spinge il prezzo del gasolio e mette sotto pressione i bilanci delle famiglie in attesa di un intervento dell'Esecutivo
Il prezzo massimo del gasolio fissato da Eni è passato da 2,19 a 2,25 euro al litro, con un aumento di sei centesimi, pur restando formalmente in vigore la misura commerciale di contenimento. L’incremento non è legato alla sospensione di tale iniziativa aziendale, ma al ripristino della componente fiscale ordinaria dopo la scadenza del precedente sconto. Il limite per la benzina rimane invece stabile a 1,99 euro al litro.
Il quadro resta appeso ai tempi di un eventuale nuovo intervento pubblico. Il 6 ottobre 2026, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha riferito alla Camera che il Governo sta valutando l’attivazione delle accise mobili, precisando però che non è stata ancora assunta alcuna decisione formale e che il decreto interministeriale non risulta pubblicato. Il meccanismo, ridefinito dalla normativa del 2023, consente di attenuare i rincari dei carburanti tramite una riduzione delle aliquote finanziata dal maggior gettito Iva sui prodotti petroliferi. L’attivazione richiede un provvedimento del Ministero dell’Economia, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, previa verifica delle medie di prezzo nel bimestre e nel quadrimestre precedenti: condizioni che escludono un taglio automatico o immediato in assenza di coperture.
L’agevolazione fiscale venuta meno valeva circa 6,1 centesimi al litro, Iva inclusa. Il trasferimento integrale di tale quota sui listini implicherebbe, in termini teorici, un aggravio di circa 3,05 euro per un pieno da 50 litri e di 2,44 euro per 40 litri. L’innalzamento del tetto commerciale non si traduce tuttavia in rincari uniformi lungo la rete, poiché i prezzi effettivi dipendono dalle condizioni concorrenziali locali e dalla modalità di rifornimento, tra self service e servito. Tra i fattori strutturali che incidono sulla componente industriale del prezzo, Eni segnala la contrazione dell’offerta globale di prodotti raffinati e la riduzione della capacità di raffinazione in Europa.
La questione dei prezzi al consumo si innesta anche nel confronto tra Roma e Bruxelles. Il 30 settembre 2026 la premier Giorgia Meloni ha annunciato l’intenzione di chiedere alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen maggiore flessibilità di bilancio a sostegno di famiglie e imprese. L’agenda del Consiglio Ecofin del 9 ottobre 2026, a Lussemburgo, è però incentrata sulle regole del Patto di stabilità e non prevede un punto specifico sul taglio delle accise italiane, a conferma che l’eventuale decreto resta un dossier di stretta competenza nazionale. Per orientarsi in un contesto di listini in movimento, i consumatori possono consultare la piattaforma e l’app “Osservaprezzi carburanti” del Mimit, che raccoglie i dati trasmessi dai gestori per confrontare le offerte reali sul territorio.