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Carburanti, svolta sui prezzi: Eni taglia il gasolio di 4 centesimi ma le "pompe bianche" spingono in alto la media
Il cane a sei zampe ritocca al ribasso il prezzo consigliato per il diesel, La sorpresa arriva dagli impianti no-logo
In un contesto di forte volatilità dei prezzi dei carburanti, arriva un primo segnale di alleggerimento per le tasche degli automobilisti italiani. Eni ha infatti deciso di ridurre di 4 centesimi al litro il prezzo consigliato del gasolio presso i distributori del proprio marchio, fissando la soglia a 2,21 euro al litro. La mossa, rilevata dall'elaborazione dei dati di Staffetta Quotidiana, si inserisce in una precisa strategia commerciale legata a doppio filo al nuovo e consistente calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati.
La decisione del gruppo energetico giunge all'indomani di un ritocco al rialzo del tetto massimo sul diesel, che l'azienda aveva momentaneamente elevato da 2,19 a 2,25 euro per assorbire l'impatto del venir meno del beneficio fiscale sulle accise. La nuova sforbiciata prova così a raffreddare una situazione di tensione sui listini che continua comunque a farsi sentire sull'intera rete viaria nazionale.
Un'analisi dettagliata dei dati forniti dall'Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy rivela infatti uno scenario per certi versi inedito. A mantenere elevata la media nazionale del costo del diesel, che oggi si attesta a 2,261 euro al litro, sono paradossalmente le cosiddette "pompe bianche". Negli impianti indipendenti e privi di marchio, da sempre considerati il canale più economico, il prezzo medio praticato ha raggiunto i 2,28 euro al litro, superando le quotazioni delle grandi compagnie petrolifere.
Consultando le rilevazioni sui diversi marchi, Eni si conferma tra le opzioni più contenute con una media rilevata di 2,23 euro al litro, preceduta soltanto dai distributori della grande distribuzione organizzata che si confermano al momento i più convenienti a 2,21 euro. Tra gli altri principali operatori, Tamoil si posiziona su una media di 2,24 euro, seguita da Q8 a 2,25 euro e da IP — la prima compagnia ad aver sposato la politica del price cap introdotta da Eni — che si attesta a 2,27 euro al litro.
Sul fronte della benzina si registra una dinamica analogo che vede ancora una volta il cane a sei zampe fare da sbarramento ai rincari. Eni resta infatti l'unica compagnia a mantenere il prezzo medio al di sotto della soglia psicologica dei 2 euro al litro, rispettando il tetto di 1,99 euro. Per tutti gli altri marchi i listini hanno già varcato l'asticella, spaziando dai 2,00 euro al litro registrati da Q8 fino al picco dei 2,08 euro toccato proprio dagli impianti no-logo.