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Economia

Da Torino a Catania via Cracovia per aggirare il caro tariffe

Di Redazione

Torino. Anche, nella elegante e fredda Torino, terra di migranti economici per antonomasia sino a qualche decennio fa, e oggi di nuovo terra promessa per chi vuol studiare, ma anche per chi cerca lavoro, anche qui batte un cuore per i terroncelli siciliani al tempo delle feste. Sarà perché Torino è piena di giovani siciliani, che sono venuti qui a studiare, che portano ricchezza all’economia non solo pagando le tasse universitarie, ma anche pagando gli affitti di case e stanze, vivacizzando la vita della capitale piemontese, riempiendo i locali, i pub, i ristoranti.

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Proprio in questi giorni, dunque, anche Torino ha scoperto i disagi e i problemi che vivono molti studenti siciliani. Basti pensare, per capire, che gli studenti fuori sede residenti in Sicilia iscritti agli atenei cittadini - sono 2.712 all’Università e 3.430 al Politecnico. Un popolo, la cui esistenza non può passare inosservata. Al punto che anche il prestigioso e autorevole quotidiano torinese, La Stampa, e il suo sito, si sono occupati dei siciliani che vivono e studiano a Torino, raccontando, anche attraverso testimonianze dirette, l’angoscia di queste feste.

Per approfondire leggi anche: DA SABATO SI PUO' TORNARE (ANCHE) IN BUS

Torino ha scoperto, anche se quaggiù si sapeva già da un po’ di tempo, vivendo sulla pelle il dramma del caro tariffe aeree, che «il modo più economico e veloce per raggiungere Catania da Torino è passare da Cracovia. In alternativa, da Budapest». Lo scrive, come detto, sul sito del quotidiano torinese Leonardo Di Paco. I ragazzi catanesi, dunque, hanno raccontato come molti di loro stanno cercando o hanno cercato di aggirare le tariffe inarrivabili: facendo il giro largo, da Cracovia e Budapest, certo, ma, aggiungiamo noi, molti anche volando su Malta e da quell’Isola, poi, puntando alle coste della Sicilia in aliscafo. Cose da pazzi.

Particolarmente indicativo il racconto di Angelo Tarditi, studente del Poli, che, spiega ancora La Stampa, per raggiungere la Sicilia in aereo farà scalo in Polonia. «Assieme ad altri colleghi - ha detto - partiremo per Cracovia il 18 pomeriggio da Caselle con la compagnia Wizz Air. L’arrivo è previsto alle 19,15, trascorreremo lì la notte e poi, alle cinque di mattina, decolleremo verso Catania. Impiegheremo 15 ore spendendo 50 euro».

E così, in sostanza, se tutto è andato bene, stamattina da Cracovia dovrebbe essere atterrato a Catania un volo carico di studenti del Poli e di turisti siciliani, tra i tanti che in questi mesi hanno approfittato delle tariffe scontatissime per volare in Polonia. Perché nel cielo delle beffe e nelle regole del mercato, funziona così: se vuoi partire per turismo, posso anche applicare tariffe basse, se vuoi andare a New York potrebbero bastarti anche prenotando all’ultimo momento 480 euro. Ma se sei uno studente fuori sede, se sei un docente che un algoritmo del Miur ha sbattuto da Canicattì a Conegliano, se appartieni a queste categorie, per esempio, che vorrebbero tornare ogni tanto a casa, feste comandate comprese, beh forse se prenoti sei mesi prima te la cavi con poco, ma se ci pensi e ripensi, se clicchi e riclicchi, un altro algoritmo, che deve essere della stessa famiglia di quello del Miur, trasforma rapidamente un biglietto low cost in una gigantesca fregatura, alzando il prezzo a vista di mouse e, soprattutto, facendoti pagare bagagli, posti e aria che respiri.

Intanto partono i bastimento, per terre assai lontane... Oggi si chiamano pullman, per grazia ricevuta, pieni di trolley e non di valigie di cartone. Ma sempre lacrime napulitane sono...

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