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Coronavirus, il prezzo del grano vola alla borsa merci di Chicago

Economia

Coronavirus, il prezzo del grano vola alla borsa merci di Chicago

Di Redazione

ROMA - Il prezzo del grano ha fatto registrare alla borsa merci di Chicago un balzo record del 7,4% nella chiusura di settimana, il più grande incremento da maggio 2019, per effetto dell’aumento nella domanda mondiale di pasta e pane a seguito dell’emergenza Coronavirus. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base delle quotazioni al mercato future del Chicago Board of Trade, punto di riferimento del commercio mondiale delle materie prime agricole. «Gli effetti della pandemia - dice Coldiretti - si trasferiscono dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi fino alle produzioni agricole la cui disponibilità è diventata strategica con le difficoltà nei trasporti e la chiusura delle frontiere ma anche per la corsa ad accaparrarsi beni alimentari».

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Una tendenza confermata anche in Italia dove si è registrato nell’ultima settimana un aumento del 65% degli acquisti di pasta del 185% degli acquisti di farina che sono quindi praticamente triplicati con il boom di pane, pasta e dolci fatti in casa per le famiglie italiane costrette a rimanere tra le mura domestiche, secondo una analisi ella Coldiretti su dati Nielsen. Dati che evidenziano «il valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza», afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che in uno scenario di questo tipo «l'Italia, che è il Paese con più controlli e maggiore sostenibilità, ne potrà trarre certamente beneficio ma occorre invertire la tendenza del passato a sottovalutare il potenziale agricolo nazionale». Oggi in Italia «gli agricoltori devono vendere ben 5 chili di grano tenero per potersi pagare un caffè». Nell’ultimo decennio è scomparso un campo di grano su cinque con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati. Il grano resta tuttavia - precisa la Coldiretti - la coltivazione più diffusa in Italia con circa trecentomila agricoltori impegnati. 

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