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Il sindacato dei librai: «Riaprire le librerie? Meglio la vendita a domicilio»

Economia

Il sindacato dei librai: «Riaprire le librerie? Meglio la vendita a domicilio»

Di Redazione

«Ritengo la riapertura delle librerie molto prematura, proprio per la tipologia di esercizio che espletano. In libreria la gente si ferma a sfogliare i libri, necessita di consigli». Parola di Alessandro Accurso Tagano, agrigentino, e coordinatore siciliano del Sindacato Italiano Librai.
«Comunque sia – ha aggiunto Accurso Tagano - abbiamo deciso di lasciare liberi i nostri associati di decidere autonomamente ma sicuramente il nostro lavoro in quei giorni di apertura cambierà, saremo soprattutto dei normali venditori, snaturando il nostro reale compito».
La questione è insomma aperta e il dibattito tra gli stessi librai è molto aspro: «Ci sono stati molti appelli per la riapertura delle librerie, ultimo quello dello scrittore Carofiglio, ma anche da politici di Governo e dell’opposizione, attori giornalisti e altri…».

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«I librai del Centro Sud – ha detto il coordinatore siciliano del Sil - come Umbria, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia che continuano a chiedere perché su 40 attività commerciali lasciate aperte, dalle ferramenta ai venditori di componenti elettrici proprio noi librai dobbiamo restare chiusi. A questo si aggiunge che le edicole e i supermercati vendono libri. Il punto è che non tutti vivono il problema del contagio allo stesso modo, più, fortunatamente, è lontano il problema del contagio minore è la preoccupazione. Ma noi abbiamo una paura che cresce sempre di più, che è quella di dover chiudere per sempre. Credo che Conte abbia fatto bene a mettere fine al lockdown fino al 3 maggio anche perché dovremo convivere ancora per qualche anno con il virus. Ma noi librai non la pensiamo tutti allo stesso modo sulla bontà della decisione di riaprire già dal 14 aprile le librerie e le cartolerie». E peraltro c’è anche un altro problema: «Il Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai sta verificando se le agevolazioni saranno confermate nonostante la decisione di riaprire i nostri negozi: la cassa integrazione, lo spostamento tasse, le agevolazioni per l’accesso al credito, non dovrebbero essere toccate. Resta il dubbio sul credito sull'affitto che al momento è solo per il mese di marzo».

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