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Coronavirus, nel nuovo decreto da 50 miliardi il reddito di emergenza fino a 800 euro

Economia

Coronavirus, nel nuovo decreto da 50 miliardi il reddito di emergenza fino a 800 euro

Di Silvia Gasparetto

ROMA - Un nuovo decreto da almeno 50 miliardi per aiutare famiglie e imprese e tamponare i danni economici del Coronavirus, che per l’Italia comporteranno un crollo del Pil «mai visto nella storia della Repubblica», come indica l’Ufficio parlamentare di Bilancio che vede, nel primo semestre, un calo verticale del 15%. Le stime ufficiali del governo dovrebbero arrivare domani sul tavolo del Consiglio dei ministri, ancora non formalmente convocato ma chiamato a varare il Def e anche la nuova richiesta di scostamento dagli obiettivi di deficit, che terrà conto sia della gelata dell’economia sia delle nuove risorse necessarie per sanità, ammortizzatori per dipendenti e autonomi, famiglie, enti locali e ristori per le attività chiuse per l’emergenza.

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Il nuovo quadro macroeconomico dovrebbe vedere una crescita del Pil a fine anno rientrare attorno a -8% (un pò meglio del -9,1% stimato dal Fmi), dopo lo «shock senza precedenti» dei primi sei mesi dell’anno, caratterizzati da «fortissimi costi economici» e per alcuni settori, «turismo e ristorazione, commercio al dettaglio, trasporti e logistica» attività ridotte "fino a quasi annullarsi» come sottolinea l’authority sui conti pubblici che vede una possibilità di ripresa a partire dal terzo trimestre dell’anno a patto che si ricomincino ad aprire le attività e «non ci siano nuove ondate dell’epidemia nei prossimi mesi». Con il Pil in caduta libera anche l’indebitamento salirà ben oltre il 3%, arrivando probabilmente a sfiorare la doppia cifra se si considera anche la necessità di circa 3 punti di Pil per finanziare i nuovi sostegni all’economia. Il governo è pronto a chiedere uno «scostamento pari a una cifra ben superiore a quella stanziata a marzo» ha detto il premier Giuseppe Conte in Parlamento, spiegando che non sarà «inferiore a 50 miliardi di euro, con intervento complessivo che, sommando i precedenti 25 miliardi, sarà non inferiore a 75 miliardi».

L’elenco delle misure da mettere in campo per evitare che la crisi sanitaria si trasformi per molte categorie in una crisi economica irreversibile si fa di giorno in giorno più lungo. Di sicuro saranno rifinanziati (con 15 miliardi) gli ammortizzatori sociali e il bonus per autonomi, partite Iva e stagionali che passerà da 600 a 800 euro. Dovrebbe essere rifinanziato anche il fondo per i professionisti iscritti alle casse (mancano attualmente una cinquantina di milioni per coprire tutte le domande), sanando l’esclusione per chi è iscritto a più enti.

In arrivo anche «l'ampliamento dei congedi parentali per i genitori con figli e una indennità per i lavoratori domestici (colf e badanti)» assicura il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo che conferma anche il nuovo Reddito di emergenza (2-3 miliardi) che salirà in base al nucleo familiare, in una forchetta tra 400 e 800 euro. Per aiutare chi è in difficoltà con l’affitto dovrebbero arrivare nuovi fondi così come nuove risorse dovrebbero andare ai buoni spesa. Per chi ha figli potrebbe arrivare anche un bonus ad hoc, sponsorizzato dal ministro Elena Bonetti che rilancia anche la proposta di Iv di un voucher da 500 euro per le vacanze in Italia, misura allo studio anche del ministro Dario Franceschini, che ha annunciato un pacchetto ad hoc per sostenere cultura e turismo.

Per le imprese danneggiate dalla crisi dovrebbe prendere forma anche il fondo annunciato dal ministro dello Sviluppo economico per i ristori diretti, che si dovrebbero affiancare a una estensione del credito d’imposta per gli affitti commerciali, ora limitati al solo mese di marzo per negozi e botteghe, e anche a un sostegno sulle bollette (si è ipotizzato un intervento da 10 miliardi). Sempre il Mise è al lavoro anche su incentivi per la connettività e sui prezzi calmierati per le mascherine (sulle quali potrebbe essere applicata l’Iva agevolata). Infine nel decretone, che sta slittando sempre più verso l’inizio di maggio (lo scostamento sarà votato dalle Camere il 29 aprile), troveranno posto ulteriori finanziamenti per la sanità, in particolare per l’assunzione di infermieri, e un pacchetto da 3 miliardi e mezzo per gli enti locali. (ANSA).

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