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Editoria, il Cdr della Gazzetta del Mezzogiorno: «Chiesta la liquidazione della società»

Economia

Editoria, i giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno si costituiscono in cooperativa

Di Redazione


BARI - Il giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno hanno costituito la cooperativa «Gazzetta» ai sensi della legge 416/81, la legge sull'editoria, come «strumento - spiega il comitato di redazione - per farci trovare pronti se e quando sarà necessario gestire la testata». La costituzione è avvenuta formalmente ieri, dinanzi ad un notaio, alla presenza di 21 dei 77 giornalisti e si completerà nei prossimi giorni con le altre adesioni. "Stiamo lottando per il nostro posto di lavoro - spiega il cdr - ma anche per garantire quel presidio di informazione in Puglia e Basilicata che non abbiamo mai fatto venire meno in oltre 130 anni e intendiamo conservare con tutte le nostre forze».

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La nascita della cooperativa «Gazzetta» è stata comunicata oggi con una lettera ai lettori del giornale. «La redazione - dicono - non consentirà a nessuno di speculare su questo momento di difficoltà per asservire ad altri interessi un valore che appartiene alla storia della Puglia e della Basilicata ed è l'essenza del nostro lavoro. Vigileremo con attenzione sul futuro e continueremo a scavare senza sosta sul passato, a cominciare dalle ultime concitate settimane durante le quali sembrerebbe che alcuni computer in uso all’amministrazione di Edisud e Mediterranea siano stati ripuliti trasferendo informazioni su chiavette usb».

La decisione di costituirsi in cooperativa editoriale è stata formalizzata nel giorno in cui la Guardia di finanza, su disposizione della procura di Bari, ha eseguito perquisizioni negli uffici amministrativi delle società Mediterranea ed Edisud, rispettivamente proprietaria e editrice della testata, nell’ambito di una indagine per bancarotta a carico dell’ex amministratore Franco Capparelli. Entrambe le società sono state dichiarate fallite dal Tribunale di Bari nei giorni scorsi per debiti accertati per complessivi 50 milioni di euro e sono attualmente in esercizio provvisorio. Il Tribunale ha nominato quattro curatori ai quali il Cdr ha chiesto un incontro.

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